AMORES PERROS

Valutazione
ambiguo, Discutibile, dibattiti
Tematica
Famiglia - genitori figli, Male, Violenza
Genere
Drammatico
Regia
Alejandro Gonzalez Inarritu
Durata
147'
Anno di uscita
2001
Nazionalità
Messico
Titolo Originale
Amores perros
Distribuzione
Istituto Luce
Musiche
Gustavo Santaolalla
Montaggio
Luis Carbonari, Alejandro Gonzalez Inarritu

Orig.: Messico (2000) - Sogg. e scenegg.: Guillermo Arriaga Jordan - Fotog.(Normale/a colori): Rodrigo Prieto - Mus.: Gustavo Santaolalla - Montagg.: Luis Carbonari, Alejandro Gonzalez Inarritu - Dur.: 147' - Produz.: Alejandro Gonzalez Inarritu. - VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI.

Interpreti e ruoli

Gael Garcia Bernal (Octavio), Vanessa Bauche (Susana), Goya Toledo (Valeria), Alvaro Guerrero (Daniel), Emilio Echevarria (el Chivo), Jorge Salinas.

Soggetto

In un sobborgo di Città del Messico, il giovane Ottavio vive con la madre, il fratello Ramiro e la moglie di quest'ultimo con il loro bambino. Ramiro picchia spesso la moglie Susana. Ottavio, che è innamorato di lei, assiste senza poter fare niente, ma un giorno decide di cambiare quella precaria vita che conduce, e di scappare, portando via Susana che dice di essere disposta a seguirlo. I soldi per mantenersi li ottiene con i combattimenti dei cani che si svolgono con frequenza nel suo quartiere. Mentre Ottavio incarica Susana di mettere da parte i guadagni, i rapporti con il fratello sono sempre più tesi, e peggiorano del tutto quando Romario, minacciato di morte da sicari della zona, fugge con la moglie e con i soldi. Le cose si mettono male per Ottavio, perchè subito dopo il suo cane viene ferito da un teppista, lui reagisce uccidendolo, scappa in macchina con un amico inseguito dai compagni del morto. Ad un incrocio la macchina di Ottavio si scontra con un'altra. Dentro c'é Valeria, la più famosa modella messicana. Dopo il ricovero in ospedale, Valeria torna a casa con le stampelle e con una carriera ormai stroncata. Nervosissima, comincia ad insultare Daniel, l'uomo che, per stare con lei, ha lasciato moglie e figlie. Colpita da trombosi, le viene amputata la gamba e non può fare altro che tornare a casa sulla sedia a rotelle a guardare il manifesto della sua ultima campagna pubblicitaria. Dopo l'incidente, Octavio passato un lungo periodo in ospedale, esce e viene a sapere della morte di Ramiro nel corso di una rapina in banca. Ai funerali, Octavio rivede Susana, le propone di nuovo di andare via insieme, le dà appuntamento per il giorno dopo ma amche stavolta la ragazza non si presenta. Intanto, sempre all'incrocio dell'incidente, il cane ferito è stato raccolto da un barbone di mezza detto El Chivo. Anni prima, ha abbandonato moglie e figlia per fare il guerrigliero e cambiare la società. Dopo la galera e l'alcool, ora fa il sicario su commissione. Ma il nuovo incarico (uccidere un giovane per conto del fratellastro) non riesce a portarlo a termine. Allora si rade,si ripulisce, entra di nascosto in casa della figlia, le lascia sulla segreteria telefonica un messaggio fatto di ammissioni di colpa e di voglia di riconciliazione. Poi, insieme al cane, parte per una destinazione sconosciuta.

Valutazione Pastorale

Tre storie si intersecano ad un incrocio, senza sapere niente l'una dell'altra. Ma sono tre storie con molti punti in comune. Il giovane regista, all'opera prima, le spezza, le incrocia, le ricompone, ne fa un affresco amaro e terribile di un Messico contemporaneo lacerato da profonde contraddizioni: di queste l'utopia sembra essere il tratto più evidente e coagulante. Le utopie fanno perdere l'amore, aboliscono i valori, trasformano gli uomini in animali: e come per quelli, anche qui c'é qualcuno che tira le fila dell'eccitazione, che aizza l'uno contro l'altro per puri fini speculativi. Le tre vicende raccontano situazioni di degrado ( i sobborghi, la vita precaria, i rapporti familiari aberranti), di disagio (la modella, la scomparsa del suo fatuo mondo dorato), di malessere (l'ex rivoluzionario che fatica ad accettare il verdetto della Storia e con la voce rotta dall'emozione si confida con la figlia). Per tutte si alza un grido di denuncia, e allo stesso tempo si compone uno 'sguardo' che è di compassione e di pietà. Girato con la macchina a spalla, con i toni secchi del documento e con indubbia crudezza di immagini, il film esprime condanna del male che mostra, vuole indicare la strada per un riscatto, arrivare ad un barlume di luce. Certo il copione è aspro, dialoghi e situazioni non risparmiano eccessi. Dal punto di vista pastorale, si ritiene di valutarlo come discutibile, per andare incontro alle motivazioni di fondo del regista, che appaiono positive e concrete. Non ci si nasconde però che molti passaggi possono far ritenere il film ambiguo e quindi consigliarlo per dibattiti. UTILIZZAZIONE: da quanto detto sopra, ne consegue che l'utilizzazione in programmazione ordinaria é comunque da escludere. Il film si indirizza ad un pubblico maturo, come occasione di riflessione su argomenti forti e realistici. Il film ha il divieto per i 14 anni: particolare attenzione va messa da parte delle famiglie in caso di passaggi televisivi.

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