ANGEL – A

Valutazione
Accettabile, Problematico, dibattiti**
Tematica
Cinema nel cinema, Metafore del nostro tempo, Povertà-Emarginazione, Solidarietà-Amore
Genere
Metafora
Regia
Luc Besson
Durata
90'
Anno di uscita
2006
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
Angel -A
Distribuzione
01 Distribution
Musiche
Anja Garbarek
Montaggio
Stephanie Pedelacq, Frederic Thoraval

Orig.: Francia (2006) - Sogg. e scenegg.: Luc Besson - Fotogr.(Scope/B&N): Thierry Arbogast - Mus.: Anja Garbarek - Montagg.: Stephanie Pedelacq, Frederic Thoraval - Dur.: 90' - Produz.: Europa Corp.

Interpreti e ruoli

Jamel Debbouze (André), Rie Rasmussen (Angel-A), Gilbert Melki (Franck), Serge Riaboukine . (Pedro), Michel Chesneau (poliziotto), Olivier Claverie (segretario ambasciata americana), Akim Colour (capo dei malviventi), Todd M. Thaler . (padre di Angel-A)

Soggetto

La vita sul rasoio dell'immigrato André sta ormai precipitando. Disoccupato, pieno di debiti, senza prospettive di miglioramento, Andrè si appresta a fare l'unico gesto che gli resta: gettarsi nella Senna. Quando è in bilico sul cornicione, Scopre che vicino a lui qualcun'altro ha avuto la stessa idea. Una donna si è già buttata, e ora lui corre a salvarla. Lei si chiama Angela, é bionda, magra, altissima, tanto quanto lui é piccolo e scuro. I due diventano inseparabili, soprattutto perché lei riesce a fargli recuperare un po' di fiducia, e lui, dapprima indifferente, a poco a poco si lascia conquistare e si scopre geloso, quando la ragazza usa anche la propria bellezza per avere favori e guadagni. Succede così che Andrè riesce a ripianare i suoi debiti, e ora dice a Angela che vorrebbe offrirle un futuro. Ma lei prima sparisce, poi risale dalla Senna.

Valutazione Pastorale

A sei anni di distanza da "Giovanna d'Arco" (1999), Luc Besson torna in prima persona alla regia con una storia che può essere definita a pieno titolo 'bessoniana'. Il che significa (per chi ricorda almeno "Nikita", "Leon", "Il quinto elemeneto") tornare al prediletto territorio della favola. Angel-A é, naturalmente, il contrario assoluto dell'angelo sterminatore di bunueliana memoria. La bellissima Angela porta salvezza, conforto, fiducia, e il racconto é una strada aperta verso il riscatto, partendo dal baratro. La scelta del B&N é il valore aggiunto della realizzazione: la vita non é a colori ma può diventarlo con gli occhi di chi guarda. Parigi, maestosa e silenziosa, fa da terzo protagonista, discreto e attento. L'innamoramento di Andrè arriva previsto ma ugualmente sofferto. Ed è ancora una volta l'impari, ma tanto suggestivo, confronto tra la bella e la bestia: una fiaba dentro la fiaba, un gioco di specchi e di emozioni sullo scontro amore/verità. Forse l'angelo è una presenza indispensabile per l'uomo europeo contemporaneo in cerca di identità. Forse c'è qualche accenno di spiritualità. Il tono affabulatorio comunque é ben riuscito. E Besson si conferma narratore tanto immediato quanto convinto di storie che vanno al cuore dei sentimenti. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come accettabile, problematico e adatto per dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, e recuperato in altre circostanze per avviare riflessioni sul tema del cinema come luogo per raccontare favole contemporanee.

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