ASSOLTO PER AVER COMMESSO IL FATTO

Valutazione
Discutibile, superficialità
Tematica
Avidità, Denaro, Mass-media, Potere
Genere
Farsesco
Regia
Alberto Sordi
Durata
118'
Anno di uscita
1992
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
ASSOLTO PER AVER COMMESSO IL FATTO
Distribuzione
Filmauro
Musiche
Piero Piccioni
Montaggio
Tatiana Casini Morigi

Sogg. e scenegg.: Rodolfo Sonego, Alberto Sordi - Fotogr.(panoramica/a colori); Armando Nannuzzi - Mus.: Piero Piccioni - Montagg.: Tatiana Casini Morigi - Dur.: 118' - Produz.: Mito Film, Raiuno.

Interpreti e ruoli

Alberto Sordi (Emilio Garrone), Angela Finocchiaro (Mariuccia), Enzo Monteduro (Enzo), Marco Predolin (Nex), Roberto Sbaratto (Serra), David Byrd (Shapiro), Lou Cutell (Hartman), Gianfranco Barra, Franco Diogene, Francesca Reggiani, Mauro Bosco.

Soggetto

Emilio Garrone, ex funzionario della S.I.A.E. da molti anni in pensione, lasciando credere di essere ancora un ispettore della Società Italiana Autori ed Editori, riesce ad indurre i titolari delle piccole emittenti radiotelevisive private a cedergli, senza compenso, la proprietà, dopo aver riscontrato nei libri contabili di queste società alcune irregolarità amministrative. Divenuto in breve tempo un concorrente assai fastidioso e temibile dei potenti network appartenenti al cavaliere Serra, il faccendiere Garrone, che si avvale per i suoi raggiri della fida segretaria Mariuccia ed è ognora accompagnato da Enzo, suo autista e barbiere, riesce sempre a prevedere e ad anticipare le iniziative di Nex il fidato collaboratore di Serra. A tal punto da superarlo sul tempo nell'acquisto, ovviamente con un abilissimo imbroglio, della B.C.B., la prestigiosa rete televisiva americana presieduta dall'arrogante mister Shapiro, destinata ad essere in futuro di proprietà della piccola Gilda, l'innocente nipotina di nonno Emilio, che vive in un esclusivo collegio in Svizzera.

Valutazione Pastorale

Commedia, anzi farsa, degli equivoci e dei raggiri, giocata nel mondo dei finanzieri fra imbrogli, compartecipazioni ed affari più o meno fasulli alla faccia degli onesti e dei gonzi. Poteva anche divertire, ma la guastano fastidiose ripetizioni, la troppa superficialità, oltre che momenti e banalità ammanniti in dosi eccessive. È ovvio che le allusioni alla invadenza e ai potenti dei network sono frequenti e che il film intende satireggiare certi comportamenti di spregiudicati faccendieri intenti a concludere gli affari al limite della legalità. Malauguratamente Alberto Sordi si ostina da anni ad autodirigersi, cercando ruoli da incollare su moduli arcinoti e ormai sclerotizzati. Ed è appunto la regìa in primo luogo a difettare di ritmo e scioltezza. Modesta l'interpretazione.

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