BACKBEAT – TUTTI HANNO BISOGNO D’AMORE

Valutazione
Inaccettabile, Negativo
Tematica
Genere
Biografico
Regia
Iain Softley
Durata
107'
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Gran Bretagna
Titolo Originale
BACKBEAT
Distribuzione
Academy
Soggetto e Sceneggiatura
Iain Softley, Michael Thomas, Stephen Ward
Musiche
Don Was
Montaggio
Martin Walsh

Sogg. e Scenegg.: Iain Softley, Michael Thomas, Stephen Ward - Fotogr.: (panoramica/a colori) Ian Wilson - Mus.: Don Was - Montagg.: Martin Walsh - Dur.: 107' - Produz.: Finola Dwyer, Stephen Woolley

Interpreti e ruoli

Shery Lee (Astrid Kirchherr), Stephen Dorff (Stuart Sutcliffe), Ian Hart (John Lennon), Gary Bakewell (Paul Mc Cartney), Cris O' Neil (George Harrison), Scot Williams (Pete Best), Kai Wiesinger (Klaus Voormann), Paul Duckworth (Ringo Starr), Jennifer Ehle, James Doherty

Soggetto

Liverpool, 1960. John Lennon e l'amico Stuart Sutcliffe vengono inseguiti e picchiati dopo un alterco in un pub. Costoro, insieme a Paul Mc Cartney, George Harrison e Peter Best detti i Beatles, suonano in una cantina, e non sembra loro vero di poter partire per la loro prima tournèe, con destinazione Amburgo. Qui suonano in localini della Ripperbahn Strasse, come il Bambi, dove Lennon trova modo di esibire il solito caratteraccio e le ragazze non lesinano le loro grazie ai giovani musicisti; oppure alla Kaiserkeller, dove Klaus Voormann conduce Astrid Kirchherr, la sua ragazza, fotografa di spicco nell'ambiente artistico locale, che diviene il grande amore di Stuart, immortala i Beatles in storiche foto e inventa per loro la mitica acconciatura a caschetto. La minore età di Harrison causa un'espulsione dal paese al gruppo, ma al 18° compleanno di George il gruppo torna in Germania, dove Stuart chiede ad Astrid di sposarla e comincia ad affermarsi come pittore, finendo per abbandonare, nonostante la riluttanza di George, il gruppo. Viene sostituito al basso da Paul e alla batteria subentra Ringo Starr. Stuart, dedito ad amfetamine e con la salute minata dagli stravizi, muore tra le braccia di Astrid. Poco dopo ha successo " I wanna hold your hand" il primo disco della carriera dei Beatles: 13 milioni di copie vendute. Inizia, così, la scalata al successo del celebre complesso.

Valutazione Pastorale

realizzato tra l'altro con l'aiuto dei ricordi personali di Astrid e Klaus, oggi ultracinquantenni, il film vuole presentare il caso del "quinto Beatle", il bel tenebroso Stuart Sutcliffe, sulla sua passione per la pittura, sulla sua amicizia con Lennon, sul suo amore intenso quanto tragicamente interrotto per la bionda fotografa tedesca, che fu in definitiva causa ed occasione per il suo allontanamento dal gruppo. Colpisce, ancora una volta, l'assoluta mancanza di spiritualità di un'epoca e di un modo di essere dei giovani che sembrano poco cambiati da allora, epoca già contraddistinta dall'uso mistificatorio e senza freni della sessualità, di droghe varie, nonchè il tipico disprezzo di valori ed istituzioni tradizionali. Tra le espressioni oscene o scurrili che abbondano nel film spicca una blasfema, dissacrante espressione di Lennon che sembra un anticipo dello spirito "Luciferino" che animava ed anima, salvo eccezioni, il mondo del rock in genere. Il ritratto psicologico di Lennon e di Stuart è invece convincente, così come il ruolo di Astrid, ben resa da Shery Lee. Film artisticamente valido, ma che pastoralmente non si può accettare per l'assoluta mancanza di valori positivi che esprime. Scorgere nella morte di Stuart o nella didascalia finale quella che annuncia la morte dell'amico Lennon a New York vent'anni dopo, non carica evidentemente il film di valori catartici tali da esorcizzare tutto il male presentato. Pertanto, pur riconoscendo lo sforzo del regista di restituire con credibilità un'atmosfera umana, artistica e sociale, non si può che respingere come negativo questo film.

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