BIANCANEVE

Valutazione
Consigliabile, poetico
Tematica
Letteratura, Metafore del nostro tempo
Genere
Fiabesco
Regia
Tarsem Singh
Durata
105'
Anno di uscita
2012
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Mirror, Mirror
Distribuzione
01 Distribution
Soggetto e Sceneggiatura
Melissa Wallack, Jason Keller ispirato alla fiaba "Biancaneve e i sette nani" dei fratelli Jacob e Wilheim Grimm
Musiche
Alan Menken
Montaggio
Nick Moore, Robert Duffy

Orig.: Stati Uniti (2012) - Sogg.: ispirato alla fiaba "Biancaneve e i sette nani" dei fratelli Jacob e Wilheim Grimm - Scenegg.: Melissa Wallack, Jason Keller - Fotogr.(Panoramica/a colori): Brendan Galvin - Mus.: Alan Menken - Montagg.: Nick Moore, Robert Duffy - Dur.: 105' - Produz.: Bernie Goldmann, Ryan Kavanaugh, Breit Ratner.

Interpreti e ruoli

Julia Roberts (Regina), Lily Collins (Biancaneve), Armie Hammer (Principe Alcott), Nathan Lane (Brighton), Michael Lerner (Barone), Mare Winningham (Margaret), Sean Bean (Re), Robert Emms (Charles Renbock), Jordan Prentice . (Napoleone), Mark Povinelli . (Mezza Pinta), Joe Gnoffo (Mangione), Danny Woodburn (Grimm), Sebastian Saraceno (Lupo), Martin Klebba (Macellaio), Ronald Lee Clark (Riso), Bonnie Bentley . (Caroline)

Soggetto

Dopo la morte del Re, la sua malvagia moglie sottrae la legittima successione alla giovane principessina Biancaneve, diventa Regina e inizia un dominio assoluto sul Regno. Abbandonata nella foresta, Biancaneve trova rifugio presso sette nani che si muovono da ribelli e decidono di aiutarla nella riconquista del trono. Invaghitasi di un affascinante principe, la ragazza assiste al plagio di lui che si fa conquistare dalla Regina, e insieme ai suoi piccoli alleati deve faticare non poco per vincere il malefico incantesimo. Quando il Principe riacquista la ragione, riappare anche l'amatissimo Re. Il sovrano ristabilisce la situazione, celebra le nozze tra la figlia e il principe, mentre la Regina si ritira sconfitta e imbruttita.

Valutazione Pastorale

Pubblicato dai fratelli Grimm nel 1812, il racconto "Biancaneve e i sette nani" fa parte di quel ristretto gruppo di testi letterari con i quali ogni generazione sente il bisogno di confrontarsi. Per il cinema, il cartoon targato Disney del 1937 sembrava un punto insuperabile, eppure, facendo la tara di successive, impalpabili modifiche all'originale, questa versione da terzo millennio si propone con le carte in regole per segnare una nuova, vigorosa tappa del passaggio dalla pagina scritta al grande schermo. L'indiano Tarsem Singh modella lo script sull'onda delle suggestioni di una dinamicità da videoclip, crea un suggestivo scenario che sa di passato e lo riempie con notazioni, rimandi, accenni che circuiscono la contemporaneità, sfiorano vizi, virtù, difetti, disegnano l'impronta delle nostre aspirazioni nascoste: potere, giovinezza, invidia, il buon governo, l'amore eterno, la vendetta, il coinvolgimento di chi si sente 'diverso' (i nani). Non ultima la faccia obliqua del femminismo, con due donne in lotta spietata tra di loro. Decisivo per la splendida resa visiva delle immagini è il lavoro sui costumi e sulle scenografie, tutto in funzione espressiva, veicolo per compattare un cromatismo dentro il quale serpeggiano nevrosi, insicurezze, rivalità. Il sapore della fiaba arriva alla fine integro, segnale di un esemplare incontro/aggiornamento tra testo storico e approccio attuale. In una parola, c'è la modernità. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, e nell'insieme poetico.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, e in successive occasioni come proposta di spettacolo ben realizzato e coinvolgente. Forse il taglio narrativo può risultare non adatto per bambini, ma la presenza dei genitori potrebbe aiutare la visione.

Le altre valutazioni

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