CAPITANI D’APRILE

Valutazione
Accettabile, Semplice, dibattiti*
Tematica
Libertà, Politica-Società, Potere, Storia
Genere
Storico
Regia
Maria de Medeiros
Durata
124'
Anno di uscita
2001
Nazionalità
Francia, Italia, Portogallo
Titolo Originale
Capitaes de abril
Distribuzione
Sharada
Musiche
Antonio Victorino De Almeida
Montaggio
Jacques Witta

Orig.: Portogallo/Francia/Italia (2000) - Sogg. e scenegg.: Maria de Medeiros, Eva Deboise - Fotogr.(Panoramica/a colori): Michel Abramowicz - Mus.: Antonio Victorino De Almeida - Montagg.: Jacques Witta - Dur.: 124' - Produz.: JBA Production.

Interpreti e ruoli

Stefano Accorsi (cap.Maia), Maria De Medeiros (Antonia), Joaquim De Almeida (Gervasio), Frederic Pierrot (Manuel), Riccardo Pais . (Caetano)

Soggetto

Portogallo, 1974, al governo c'è ancora una coalizione autoritaria di destra, ma la rivolta è ormai nella fase avanzata. Nella notte del 24 aprile, la parte dell'esercito disposta alla ribellione viene mobilitata per occupare i punti stratetigi più importanti, tra i quali la sede della radio. Alla testa dei soldati si pone il capitano Maia, che all'adunata infiamma le truppe al grido di 'Rivoluzione!' Intanto Antonia, giornalista dell'opposizione, cerca di convincere il fratello Filippo, ministro dei territori d'oltremare, a liberare uno studente accusato di aver commesso un attentato. Il Movimento Forze Armate arriva a Lisbona per arrestare i ministri. Ora anche la popolazione é in piazza sotto il palazzo del governo a gridare 'Democrazia!'. Mentre lo studente viene liberato, Maya dà un ultimatum di dieci minuti per la resa. Dopo alcune trattative con i delegati del generale Spinola, il Presidente Cardoso si arrende. Maya lo accompagna all'aereoporto. I prigionieri politici sono liberati. Maya in seguito adotta due bambini.

Valutazione Pastorale

Il riferimento è a fatti autentici, a quei due giorni (24-25 aprile 1974) che segnarono la fine del regime dittatoriale in Portogallo e furono ricordati come la "rivoluzione dei garofani". Storia recente, dunque, un pezzo di storia d'Europa oggi abbastanza dimenticato e quindi opportunità di tornarci per 'rivedere' quei momenti e ripercorrerli nel loro svolgimento. Va detto che il copione presenta più di una lacuna: una certa ingenuità è quella principale. Ingenuità nella ricostruzione degli ambienti, nello spiegare (o non spiegare) i motivi di quella rivoluzione, nel tratteggio sbrigativo dei personaggi, nei dialoghi un po' didascalici e frettolosi. La portoghese Medeiros affronta con molta volontà il quadro d'insieme, non trascura di essere (giustamente) celebrativa, ma questo entusiasmo rende il risultato quasi scolastico e didascalico. Resta comunque l'utilità generale dell'operazione, come memoria di quegli avvenimenti, e il film, dal punto di vista pastorale, é da valutare come accettabile, semplice e adatto a dibattiti. UTILIZZAZIONE: più che in programmazione ordinaria, il film si indirizza per proiezioni mirate, nell'ambito del rapporto cinema europeo/storia europea, anche a livello educativo.

Le altre valutazioni

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