CARAMEL

Valutazione
Accettabile, realistico
Tematica
Donna, Rapporto tra culture
Genere
Commedia
Regia
Nadine Labaki
Durata
96'
Anno di uscita
2007
Nazionalità
Francia, Libano
Titolo Originale
Caramel
Distribuzione
LadyBlu
Soggetto e Sceneggiatura
Nadine Labaki, Jihad Hojeily, Rodney Al Haddad da un'idea di Nadine Labaki, Jihad Hojeily
Musiche
Khaled Mouzanar
Montaggio
Laure Gardette

Orig.: Libano/Francia (2007) - Sogg.: da un'idea di Nadine Labaki, Jihad Hojeily - Scenegg.: Nadine Labaki, Jihad Hojeily, Rodney Al Haddad - Fotogr.(Normale/a colori): Yves Sehnaoui - Mus.: Khaled Mouzanar - Montagg.: Laure Gardette - Dur.: 96' - Produz.: Anne Dominique Toussaint.

Interpreti e ruoli

Nadine Labaki (Layale), Yasmine Al Masri (Nisrine), Joanna Moukarzel (Rima), Gisele Aouad (Jamale), Adel Karam (Youssef), Siham Haddad (Rose), Aziza Semaan (Lili), Fatme Safa (Siham), Dimitri Stancofski (Charles), Fadia Stella (Christine), Ismail Antar . (Bassam)

Soggetto

A Beirut oggi, alcune donne lavorano in un istituto di bellezza, altre lo frequentano. Layale, proprietaria del salone, é innamorata di Rabih, un uomo sposato. Nisrine, musulmana, sta per sposarsi ed è angosciata dal fatto che la prima notte di nozze suo marito scoprirà che lei non è vergine. Rima non riesce ad accettare di essere attratta dalle donne ma aspetta con ansia la visita di una cliente dai lunghi capelli. Jamale, cliente fedele, é ossessionata dalla sua età e dal suo fisico. Rose capisce di aver sacrificato gli anni migliori e la sua felicità per occuparsi della sorella maggiore.

Valutazione Pastorale

'Caramel' é la tipica ceretta per depilazione che si usa in Medio Oriente, una miscela di zucchero, limone e acqua, che portata ad ebolizione si trasforma in caramello. Per il suo film d'esordio, Nadine Labaki, nata in Libano nel 1974, mette insieme un microcosmo contemporaneo nel quale si agitano molte situazioni in chiaroscuro della cronaca quotidiana. Per se, la Labaki si riserva il ruolo di Layale. Il Libano appare come esempio di un paese libero, aperto e con una società emancipata. Si parla di religione, di cristiani e musulmani sempre senza enfasì né preclusioni; e si riflette senza gridare sui sentimenti, sulla difficoltà di un equilibrio negli affetti, in famiglia, nei rapporti con gli altri. L'atmosfera un po' crepuscolare risulta azzeccata e calzante, per un film che apre nuove occasioni di conoscenza in modo genuino e diretto. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come accettabile, e sopratutto realistico. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, e proposto in occasioni mirate per apprezzare meglio le molte suggestioni che propone come sguardo del Libano su se stesso e per gli altri. Qualche attenzione é da tenere per i più piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

Le altre valutazioni

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