C’È KIM NOVAK AL TELEFONO…

Valutazione
Inaccettabile, Negativo
Tematica
Genere
Commedia
Regia
Enrico Roseo
Durata
98'
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
C'È KIM NOVAK AL TELEFONO...
Distribuzione
Academy Pictures
Soggetto e Sceneggiatura
Enrico Roseo
Musiche
Nicola Piovani
Montaggio
Nino Baragli

Sogg. e Scenegg.: Enrico Roseo - Fotogr.: (panoramica/a colori) Ennio Guarnieri - Mus.: Nicola Piovani - Montagg.: Nino Baragli - Dur.: 98' - Produz.: Drer Cinematografica

Interpreti e ruoli

Jacques Perrin (Enrico), Joanna Pacula (Emilia), Sylva Koscina (Madre di Enrico), Joachim Lombard (Luca), Anna Falchi (Beatrice), Marco Carena, Erland Josephson, Rinaldo Rocco, Clarizio di Ciaula, Maria Aliya Knigthley, Rosanna Fracassini, Gianfranco De Angelis, Nicola Isola

Soggetto

il produttore cinematografico Enrico per finanziare un film con Kim Novak, torna dopo anni nella natia Parma per vendere la villa di famiglia, e pensa alle partite di caccia giovanili sul greto del fiume dove gli si concesse la disinibita Beatrice, soprannominata Kim Novak per la sua avvenenza. Ha bisogno però dell'approvazione della ex consorte, Emilia, che lo ha lasciato per la sua condotta scapestrata e gli ha sottratto il figlio Luca. Sia madre che figlio lo rifiutano. Una telefonata di Beatrice lo commuove ma non ha seguito. Mentre tenta invano un approccio, aspettando fuori della scuola, con lo scorbutico Luca, Enrico ricorda altre avventure giovanili con Beatrice e gli amici d'infanzia, ora tutti sistemati ed ai quali chiede invano un prestito per il film. Dopo una notte brava con due allegre fanciulle (in cui, ubriaco, arriva a tagliare la recinzione del giardino della moglie per riprendersi il vecchio cane da caccia, provocando l'ira dell'infuriata consorte che lo denuncia alla polizia) e dopo un bagno naturista al fiume viene soccorso, ubriaco e semisvenuto, dal figlio impietosito, che comincia ad aver cura di lui e a farci amicizia. Enrico rivede anche il vecchio Don Antonio, suo insegnante, e fa inaspettatamente la Comunione, senza confessarsi, come gli fa notare il figlio, stupito. Tenta anche di riavvicinare Emilia, ed arriva a fingersi infatuato per farla cedere, riuscendo a smuovere l'astio della donna, che seppur non lascia l'attuale amante, si concede all'ex marito addirittura nell'ascensore. Una partita di caccia alle anatre al fiume col figlio per poco non sfocia in tragedia per l'avventatezza di Luca, che deve essere tratto in salvo a nuoto dal padre. Costui finisce per rinunciare alla vendita della villa, e si allontana insalutato, sperando di trovare i fondi per il suo film rientrando a Roma.

Valutazione Pastorale

l'unico aspetto di questo film è la mancanza di un qualsiasi valore morale. Da giovane, Enrico addirittura offre spensieratamente agli amici la sua ragazza, con la quale avvengono episodi licenziosi, il tutto visto come ragazzata tutto sommato simpatica. Dai racconti della moglie emerge una sua bravata con prostitute la prima notte di nozze. Anche in età adulta il suo comportamento non sembra subire miglioramenti. La Comunione è messa chiaramente in burletta; viene presentato un indecoroso spettacolo al night dove l'amico Carlo gli fa conoscere due prostitute per una notte brava. Infastidisce anche il guazzabuglio stilistico con numerose incongruenze di sceneggiatura e di montaggio: non ha senso il ricordo erotico-nostalgico sulla figura di Beatrice-Kim Novak (che tra l'altro dà nome alla pellicola), farla telefonare al protagonista (con ulteriore richiamo al titolo del film), e poi dimenticare inaspettatamente la sua esistenza; per non parlare del brusco passaggio dall'odio all'affetto di Luca per il padre, o del risibile rapporto con l'ex moglie o gli amici d'infanzia. Un film tanto pretenzioso quanto inconcludente ed insulso.

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