CELLULOIDE

Valutazione
Accettabile, semplicistico
Tematica
Mass-media, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Carlo Lizzani
Durata
117'
Anno di uscita
1996
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Istituto Luce
Soggetto e Sceneggiatura
Furio Scarpelli, Ugo Pirro, Carlo Lizzani tratto dall'opera letteraria di Ugo Pirro
Musiche
Manuel De Sica
Montaggio
Alberto Gallitti

Sogg.: tratto dall'opera letteraria di Ugo Pirro - Scenegg.: Furio Scarpelli, Ugo Pirro, Carlo Lizzani -Fotogr. (Panoramica / a colori): Giorgio Di Battista - Mus.: Manuel De Sica - Montagg.: Alberto Gallitti - Dur.: 117' - Produz.: Dean Film, Production Group, Istituto Luce.

Interpreti e ruoli

Massimo Ghini (Roberto Rossellini), Giancarlo Giannini (Sergio Amidei), Lina Sastri (Anna Magnani), Anna Falchi (Maria Michi), Massimo Dapporto (Peppino Amato), Antonello Fassari (Aldo Fabrizi), Milva (La contessa), Christopher Walken (il tenente americano), Francesca Ventura (Jone Tuzi), Francesco Siciliano (Federico Fellini)

Soggetto

Nel 1944 a Roma appena liberata dagli Alleati, il produttore Peppino Amato commissiona a Sergio Amidei la sceneggiatura di una commedia, "Borsa nera". Ma il regista Roberto Rossellini, amico di Sergio, che ha invece idee di ben maggiore spessore e intuisce già il significato di testimonianza di un film di più drammatico respiro, trova tramite amici una contessa disposta a concedere il primo finanziamento. Poi vuole includere la figura di un eroico sacerdote, e i due pensano al comico Aldo Fabrizi e all'attrice di varietà Anna Magnani. Dileguatasi la contessa, Amidei e Rossellini tornano da Amato che preferirebbe l'attrice Clara Calamai ad Anna Magnani, che però lo convince con un provino. Per girare il film sono costretti ad "allacciarsi" alla corrente elettrica di un dancing degli Alleati, e un incidente sul set, disertato da Rossellini che corre in soccorso di Anna, alle prese con la malattia del figlio, causa una lite tra Amidei (che decide di girare comunque) e l'attrice ed amante Maria Michi. Amato, infuriato per lo stravolgimento del copione in senso drammatico e perché non si vuol togliere la fucilazione del prete, abbandona la produzione del film. La pellicola scarseggia, e si deve acquistarla in Vaticano. Si procede a sbalzi, fino a quando un ufficiale americano non scopre il furto di corrente, ma per fortuna è figlio di un distributore di film in America e li lascia fare, promettendo che interesserà il padre a cose fatte. La Magnani litiga col marito Massimo sul set, e la sua corsa dietro l'automobile dell'uomo suggerisce a Rossellini la mirabile sequenza nel film della morte della protagonista. All'anteprima il pubblico rimane indiffe-rente mentre il film sconcerta la critica.

Valutazione Pastorale

Nonostante il passare degli anni, anche per la presenza costante nell'immaginario collettivo tramite il cinema e la televisione di volti e scene che si imprimono indelebilmente nella memoria, certe figure diventano una sorta di icona, consentendo solo a pochi una rivisitazione che non faccia scattare l'istintiva diffidenza dello spettatore. E se i personaggi di Sergio Amidei e Peppino Amato sono i più incisivi, non solo perché interpretati da due attori come Giancarlo Giannini e Massimo Dapporto, ma anche perché di loro ben pochi possono ricordare l'effettiva gestualità e psicologia, i personaggi come Roberto Rossellini, ma soprattutto Anna Magnani e Aldo Fabrizi, sono troppo "caldi" nella memoria di quanti li hanno conosciuti personalmente e di quanti li hanno ammirati. Così riesce difficile accettare il Rossellini "asettico" e sornione di Massimo Ghini o sopportare l'accento partenopeo della pur volenterosa Lina Sastri. Comunque l'intento è certamente lodevole, ed una parte del pubblico, ignara di neorealismo forse sarà interessata a questa gloriosa pagina del nostro cinema. Pastoralmente non ci sono appunti da fare, a parte qualche parolaccia ed espressione che suona un po' anacronistica per l'epoca.

Le altre valutazioni

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