C’ERA UNA VOLTA A NEW YORK

Valutazione
Consigliabile, poetico
Tematica
Emigrazione, Famiglia - fratelli sorelle, Politica-Società, Storia, Tematiche religiose
Genere
Drammatico
Regia
James Gray
Durata
120'
Anno di uscita
2014
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
The Immigrant
Distribuzione
Bim Distribuzione
Musiche
Chris Spelman
Montaggio
John Axelrad

Orig.: Stati Uniti (2013) - Sogg. e scenegg.: James Gray, Richard Menello - Fotogr.(Scope/a colori): Darius Khondji - Mus.: Chris Spelman - Montagg.: John Axelrad - Dur.: 120' - Produz.: Greg Shapiro, Christopher Woodrow, Anthony Katagas, James Gray.

Interpreti e ruoli

Marion Cotillard (Ewa Cybulski), Joaquin Phoenix (Bruno), Jeremy Renner (Orlando), Dagmara Dominiczyk . (Belva), Angela Sarafyan (Magda), Jicky Schnee (Clara), Yelena Solovey (Rosie Hertz), Maja Wampuszyc (Edyta Bistricky), Ilia Volok . (Voytek Bistricky)

Soggetto

Anno 1921. Dalla natia Polonia Ewa Cybulski e la sorella Magda sbarcano a New York. Al controllo di Ellis Island i medici scoprono che Magda è malata e subito le due donne vengono separate. Mentre la prima viene messa in quarantena, Ewa si trova ad affrontare da sola le strade di Manhattan. Senza un posto dove andare e con l'idea fissa di ricongiugersi con la sorella, Ewa finisce preda di Bruno, uomo di pochi scrupoli che la conquista e la spinge a prostituirsi. Cominciano da qui le vicissitudini di Ewa, la sua volontà di non cedere ai ricatti, la sua ribellione frenata da tanti eventi contrari, tra i quali l'arrivo di Orlando, cugino di Bruno, che le dimostra affetto e le infonde nuova speranza. Altri ostacoli devono passare (la gelosia di Bruno) prima della ricongiunzione con l'amata sorella, finalmente guarità.

Valutazione Pastorale

"Nel 1923, da Ostropol, cittadina non lontana da Kiev, mia nonno e mia nonna sono arrivati negli Stati Uniti, passando per Ellis Island. (...) Ho sentito molti racconti su quel luogo e ho messo insieme i pezzi per costruire la storia di Bruno, un avventuriero che recluta donne con difficoltà ad essere ammesse negli Stati Uniti (...)". La testimonianza di Gray è utile per far combaciare la cornice realistica e la sua resa visiva al di là del reale. Sulla scia infatti di "I padroni della notte" (2007) e di "Two lovers" (2008), il regista si affida ad uno svolgimento narrativo che lascia il dramma e si getta a capofitto nel melò. La verità di fatti, azioni, persone, il confondersi di purezza e falsità, di sentimenti ingannati e di cinismo esasperato sono tutti passaggi raccontati e vissuti dentro un grande, forte sguardo di lacrime e dolore, di remissione e di pietà, di preghiera e di richiesta di perdono. Il melò non fa sconti, e Gray sa come gestirlo. L'opera lirica pucciniana suggella un periodo, una crisi storica, una fase sociale di aspro dissidio, un disperato rincorrersi di affetti, amori, istinti di ribellione. Sembra materia inventata ma non è così. Per la capacità di restituire con vigore le difficoltà di vita, di reazione, di voglia di credere mai tramontate, il film, dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile e nell'insieme poetico. UTILIZZAZIONE:

Utilizzazione

Il film èda utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni come ritratto dolente di un momento storico nel rapporto tra USA e Europa. Qualche attenzione è da tenere per minori e piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di dvd e di altri supporti tecnici.

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