Che fare quando il mondo è in fiamme?

Valutazione
Complesso, Dibattiti, Problematico
Tematica
Razzismo
Genere
Documentario/Drammatico
Regia
Roberto Minervini
Durata
123'
Anno di uscita
2019
Nazionalità
Italia/Usa/Francia
Titolo Originale
What you Gonna Do When the World’s on Fire?
Distribuzione
Valmyn e Cineteca di Bologna
Soggetto e Sceneggiatura
Roberto Minervini
Fotografia
Diego Romero
Montaggio
Marie Héléne Dozo

Interpreti e ruoli

Judy Hill, Dorothy Hill, Michael Nelson, Ronaldo King, Titus Tarner

Soggetto

Il regista intraprende un viaggio nel cuore delle periferie delle metropoli americane. Incontra testimoni di momenti delicati, attiva colloqui e spunti differenti facendo leva su pregiudizi razziali e situazioni discriminatorie…

Valutazione Pastorale

Da molti anni Roberto Minervini, classe 1970, vive e lavora negli Stati Uniti. Qui ha studiato a fondo le principali realtà territoriali, intorno alle quali ha costruito il suo cinema. Che ha essenzialmente toni duri e sorretti da forte suggestione, a partire (conviene ricordare i titoli): Stop the Pounding Heart (2015), storia di Sara, figlia di due allevatori di capre e dei suoi undici tra fratelli e sorelle; Louisiana (2015), sguardo tormentato e non riconciliato su gruppi di persone in lotta con gli elementi naturali. E infine nel 2018, alla 75^ Mostra del cinema di Venezia ha presentato in concorso il film sunnominato: cronaca senza sconti di fatti e azioni che punteggiano in modo violento gli Stati del profondo Sud. Girato in bianco e nero, per dare maggiore severità e lucidità al racconto, il film si muove su un’alternanza di restituzione di episodi tragicamente veri che innescano reazioni in cerca di vendetta. Ne esce un quadro delle popolazioni afroamericane tutte posizionate sul filo di una tensione difficile da trattenere. Gli abitanti dimostrano fi troppa pazienza, e la polizia fa il suo più che ‘sporco’ lavoro. A differenza dei titoli precedenti nei quali l’osservazione si faceva sterile e finiva nella staticità narrativa, qui il fotogramma acquista maggiore movimento e opera scarti visivi più dinamici. La rabbia diventa motore di interpretazione e segna scarti in avanti. Il film resta un po’ prolisso ma indica che Minervini prende consapevolezza del proprio ruolo di interprete della realtà. Dal punto di vista pastorale il film è da valutare come complesso, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, meglio se in occasioni mirate, per uno spettatore che voglia approfondire i temi legati alla vita delle periferie americane e alle loro profonde, stridenti contraddizioni.

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