CON TUTTO L’AMORE CHE HO

Valutazione
Consigliabile, Problematico, dibattiti
Tematica
Alcolismo, Amicizia, Famiglia - genitori figli, Teatro, Violenza
Genere
Drammatico
Regia
Angelo Antonucci
Durata
90'
Anno di uscita
2016
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Maryam Production & Elite Group International
Musiche
Luciano Lombardi
Montaggio
Angelo Antonucci, Miro Thuring

Orig.: Italia (2014) - Sogg. e scenegg.: Angelo Antonucci liberamente ispirati al proprio libro "E lo chiamavano amore" - Fotogr.(Panoramica/a colori): Gabriele Fratini - Mus.: Luciano Lombardi (canzone "Io" di Cristel Carrisi) - Montagg.: Angelo Antonucci, Miro Thuring - Dur.: 90' - Produz.: Silvestro Marino per Elite Group International con Egi srl.

Interpreti e ruoli

Cristel Carrisi (Lisa), Biagio d'Anelli (Giulia), Barbara De rossi (nonna di Lisa), Sandra Milo, Patrizio Rispo, Fabio Ferrante, Elena Fonga, Anthony Manfredonia, Massimiliano Dau, Anna Di Lalla, Eliana Conte.

Soggetto

Mentre è impegnata con le prove della messa in scena dell'Otello di Shakespeare, la studentessa universitaria Lisa si vede costretta ad interrompere la propria storia d'amore con Marco. Che però non accetta la separazione e comincia a insidiare la ragazza in mille modi. Sul momento Lisa prova a non dare importanza alla cosa, ma, quando accetta di avviare una nuova storia con il collega Dario, la gelosia di Marco diventa insistente e pericolosa. Lisa evita di sporgere denuncia ma senza ottenere successo...

Valutazione Pastorale

"Stalking" è parola inglese che abbiamo imparato ad accostare a situazione brutte e molto negative. La si usa per rappresentare in sintesi fenomeni di fastidio e di disagio, che cominciano in modo incerto e sottotraccia ma esplodono più avanti fino a sfociare in ossessione e violenza. Molte ragazze ne restano vittime, talvolta incerte su come reagire di fronte a gesti imprevisti e ad atteggiamenti inspiegabili. Lisa è una di queste giovani prese "alla sprovvista" e indecise sulla reazione da tenere. Nel suo caso poi lei vive con una madre che non riesce a vincere la dipendenza dall'alcool, e trova conforto solo nella anziana e saggia nonna che l'aiuta a superare i momenti difficili. Come se non bastasse, nel testo di Shakespeare realtà e finzione si confondono e non aiutano a fare chiarezza. In questo scenario confuso, finisce che Lisa non denuncia Marco per non rovinarlo e lui la aggredisce fuori del teatro e le procura un trauma cranico. Come si può intuire, si mette tanta, forse troppa carne al fuoco (c'è anche un regista teatrale duro, spigoloso e impiccione oltre ogni modo...), con qualche ripetizione e passaggio narrativo forse superfluo. Il problema però è posto con chiarezza, insieme al campanello d'allarme detto con chiarezza e convinzione, attraverso un sintassi narrativa estremamente semplice e quasi didascalica. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e, meglio, in occasioni mirate per affrontare, anche con il supporto di esperti e di giovani che hanno vissuto l'esperienza, l'argomento dello 'stalking'.

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