DELICATESSEN **

Valutazione
Discutibile, Complesso
Tematica
Metafore del nostro tempo
Genere
Grottesco
Regia
Jean-Pierre Jeunet, Marc Caro
Durata
99'
Anno di uscita
1992
Nazionalità
Francia
Titolo Originale
DELICATESSEN
Distribuzione
Penta Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Jean
Musiche
Carlos D'Alessio
Montaggio
Hervé Schneid

Sogg. e Scenegg.: Jean-Pierre Jeunet, Gilles Adrien, Marc Caro - Fotogr.: (normale/a colori) Darius Khondji - Mus.: Carlos D'Alessio - Montagg.: Hervé Schneid - Dur.: 99' - Produz.: Constellation U.G.C., Hachette Premiere

Interpreti e ruoli

Dominique Pinon (Louison), Marie-Laure Dougnac (Julie), Jean-Claude Dreyfus (Clapet), Karin Viard (Plusse), Rufus (Robert Kube), Jacques Mathou (Roger Kube), Edith Ker, Sylvie Laguna, Mickael Todde, Jean Francois Perrier, Anne-Marie Pisani, Howard Verrion

Soggetto

in un fatiscente edificio, insieme a stravaganti condomini - i fratelli Robert e Roger Kube dediti a fabbricare curiosi souvenir; l'isterica Aurore; la vogliosa Plusse; la famiglia Tapioca i cui componenti (padre, madre, figli e nonna) sono sempre affamati; lo stralunato Potin dedito all'allevamento di rane e lumache - vive la giovane violoncellista Julie con suo padre, il macellaio Clapet, un folle individuo intento ad accumulare mais e lenticchie avuti dai suoi clienti in baratto di carne umana. Vittima predestinata del macellaio è il candido Louison, un clown disoccupato che ha chiesto a questi vitto ed alloggio in cambio di lavori di pulizia e manutenzione. Julie, innamoratasi di Louison, per salvarlo da un triste destino trova aiuto in misteriosi trogloditi vegetariani, una genìa di teppisti che vivono nel sottosuolo metropolitano. i quali sperano così di impossessarsi dei legumi del macellaio. Dopo curiosi e grotteschi avvenimenti, questi muore involontariamente per propria mano dopo aver lanciato contro Louison per ucciderlo un boomerang tagliente.

Valutazione Pastorale

il senso di questa storia, nonostante le volute oscurità, è chiaro nei suoi riferimenti allegorici dove l'amore trionfa su ogni mistificazione. Sotto il corrusco paradosso di un microcosmo dove gli uni divorano gli altri per fame, dove i topi sono quasi scomparsi perché divenuti oggetto di caccia, dove un'atmosfera di livido sarcasmo aleggia sulle grottesche vicende, si coglie certamente la critica feroce alla società dei consumi, ridicolizzata dalla scomparsa del denaro sostituito da generi alimentari sui generis e soprattutto messa al muro dalla violenza che trasuda dai gesti e dalle espressioni veramente da orco del bravissimo Jean Claude Dreyfus, il macellaio omicida. Così come emblematici appaiono la candida e pur risoluta Julie, o Louison, così sgraziato nel fisico ma pieno di intelligenza e capacità. Per non parlare dei fabbricanti di voci d'animali, o dell'isterica Aurore, in cui si potrebbero rispecchiare tante povere creature allo sbando che popolano le città. Un po' meno originali appaiono i Trogloditi, tanto pullulano libri e film di taglio fantastico o fantascientifico di creature del sottosuolo in agguato. Sono figure che sembrano comunque alludere all'ambiguità della valenza terroristica nella società, da un lato inorridita da un tipo di violenza poco controllabile, e dall'altro fomentatrice ella stessa, con la sua avidità senza scrupoli e con la sua violenza autodistruttrice che si manifesta nelle persone e nelle cose, della rivolta violenta e disperata. Contraltare a questa visione pessimistica della realtà è l'amore dei due giovani, il loro armonioso fondersi in una comprensione che va al di là del duetto, delizioso, tra i loro strumenti, che prelude a quello dei loro cuori. Il merito principale dei registi è quello di trattare un materiale tematico assai crudo, persino ripugnante, con una cifra stilistica ed una bellezza di immagini dal ritmo incalzante che, uniti a vere e proprie perle colme di grottesca ironia, finiscono per nobilitare a tal punto la materia da stemperarne la fosca tetraggine. Altro importante contrappunto in positivo è l'innocenza dei bambini, per i quali tutto è gioco, e la cui intensa, inarrestabile vitalità non conosce sosta e può aiutare a salvare il mondo. Non a caso essi affiancano la coppia degli innamorati nella sequenza finale, che lascia intravvedere un filo di speranza in questo quadro veramente amaro dell'umana avventura.

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