DENTI

Valutazione
Discutibile, velleitario
Tematica
Famiglia - genitori figli, Letteratura, Malattia
Genere
Grottesco
Regia
Gabriele Salvatores
Durata
98'
Anno di uscita
2000
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Cecchi Gori Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Gabriele Salvatores dal romanzo omonimo di Domenico Starnone
Musiche
Federico De Robertis, Teho Teardo, Eraldo Bernocchi
Montaggio
Massimo Fiocchi

Orig.: Italia (2000) - Sogg.: dal romanzo omonimo di Domenico Starnone - Scenegg.: Gabriele Salvatores - Fotogr.(Scope/a colori) : Italo Petriccione - Mus.: Federico De Robertis, Teho Teardo, Eraldo Bernocchi - Montagg.: Massimo Fiocchi - Dur.: 98' - Produz.: Vittorio Cecchi Gori, Maurizio Totti.

Interpreti e ruoli

Sergio Rubini (Antonio), Anouk Grinberg (madre di Antonio), Tom Novembre (Micco), Anita Caprioli (Mara), Fabrizio Bentivoglio (zio Nino), Paolo Villaggio (Cagnano), Barbara Cupisti (segretaria del dott. Calandra), Olimpia Di Maio (madre del dott. Cagnano), Ruggero Dondi (dott. Calandra), Angela Goodwin . (Ciuta)

Soggetto

Fin dall'adolescenza Antonio ha avuto grossi problemi con i propri incisivi: denti di dimensione fuori dalla norma, impossibili da nascondere e per lui molto imbarazzanti. Più volte ha provato a spezzarli ma li ha solo scheggiati. Da adulto fa il professore, si è sposato, ha avuto due figli, si è separato. Ora vive con Mara ma la convivenza non é facile. Insicuro, Antonio si lascia andare a frequenti scenate di gelosia, convinto che lei abbia una storia proprio con il suo dentista. Dopo un'ulteriore lite, Mara esplode, prende un posacenere di cristallo e lo lancia contro Antonio, rompendogli i denti davanti. Antonio ha bisogno di cure e comincia ad andare da un dentista all'altro per farsi sostituire gli incisivi. Scopre così che le sue gengive nascondono qualcosa di strano: quando passa la punta della lingua sugli alveoli vuoti affiorano in lui ricordi, fantasmi, pezzi di un passato che aveva rimosso e nel quale assume un ruolo importante la figura della madre. Ogni visita dal dentista diventa una sorta di viaggio nel passato tra nevrosi e allucinazioni visive. Dopo aver cambiato tanti dentisti, Antonio torna dal primo, quello amico/nemico che aveva originato tutto. Questi finalmente gli toglie i denti guasti, e sotto riappaiono quelli sani cosiddetti di 'terza generazione'. Antonio ha vinto la propria battaglia e urla dalla felicità.

Valutazione Pastorale

Racconto tradizionale, effetti speciali, musica elaborata elettronicamente, sequenze vicine all' horror, squarci di dichiarazioni d'amore: c'é tutto, c'é troppo, e troppo confusamente assemblato, in questo viaggio allucinato dove i denti dovrebbero essere il pretesto/metafora per rappresentare lo smarrimento di fronte ai devastanti effetti dell'amore incompiuto e dei legami familiari non risolti. "Vorrei -ha detto Salvatores- che 'Denti' fosse un film molto fisico, molto corporeo. Che fosse perfino patologico. Che sapesse raccontare l'amore come patologia, come alterazione della realtà". Forse il romanzo di Starnone, da cui deriva il soggetto, aveva una dimensione più unitaria e compatta. Rielaborandolo secondo i propri schemi, Salvatores ottiene gli altalenanti risultati di sempre: freddezza di immagini, esteriorità di atteggiamenti, meccanicità di pensieri e dialoghi si affiancano a qualche passaggio più sentito e coinvolgente. Il 'materialismo' culturale del regista napoletano, invece che chiarirsi, si confonde ancora di più nella congerie dei linguaggi usati; la sua visione corporea, di una 'fisicità' come motore vitale dominante di mente e pensiero non trova un adeguato supporto narrativo. Domina il tono grottesco, con l'emergere di qualche ripetizione e noia. Dal punto di vista pastorale, il film, presentato in concorso a Venezia 2000, resta in una dimensione di incertezza e irresolutezza. Si comprendono i motivi delle nevrosi di Antonio ma non se ne seguono risvolti e sviluppi. Film discutibile, e velleitario per il tono confuso che lo caratterizza. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, con attenzione per la presenza dei minori. Da proporre in situazioni più ristrette, come esempio di un cinema italiano alla ricerca della contaminazione dei nuovi linguaggi espressivi. Cautele da assumere in caso di visioni casalinghe.

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