DETROIT

Valutazione
Complesso, Problematico, dibattiti **
Tematica
Conflitti etnici, Politica-Società, Potere, Razzismo, Storia, Violenza
Genere
Drammatico
Regia
Kathryne Bigelow
Durata
142'
Anno di uscita
2017
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Detroit
Distribuzione
Eagle Pictures
Musiche
James Newton Howard
Montaggio
William Goldenberg

Orig.: Stati Uniti (2017) - Sogg. e scenegg.: Mark Boal - Fotogr.(Panoramica/a col.): Barry Ackroyd - Mus.: James Newton Howard - Montagg.: William Goldenberg - Dur.: 142' - Produz.: Megan Ellison, Kathryn Bigelov, Matthew Budman, Mark Boal, Colin Wilson per Harpers Ferry, Page 1 Productions - 12^ EDIZIONE DELLA FESTA DI ROMA 2017 SELEZIONE UFFICIALE.

Interpreti e ruoli

John Boyega (Dismukes), Will Poulter (Krauss), Anthony Mackie . (Greene), Hannah Murray (Julie Hysell), Jack Reynor (Demens), Ben O'Toole (Flynn), Algee Smith (Larry), Jason Mitchell (Carl), John Krasinski (avvocato Auerbach), Jacob Latimore (Fred), Kaitlyn Dever (Karen), Laz Alonso (Conyers), Malcolm David Kelley (Michael), Chris Chalk (agente Frank), Austin Hébert (agente Roberts), Miguel Pimentel (Malcolm), Samira Wiley . (Vanessa)

Soggetto

Detroit, estate 1967. La rabbia e il senso di ingiustizia che da tempo agitano la vita nella metropoli americana esplode in una vera e propria rivolta, difficile da contenere che sfocia in conseguenze tragiche...

Valutazione Pastorale

Tutti i fatti, come si sa, sono autentici, realmente accaduti quale momento culminante di una situazione di rabbia sociale giunta al limite della sopportazione. La cronaca del tempo, sulla quale la regista e il suo staff hanno svolto un minuzioso lavoro di ricerca e di ricostruzione riuscendo a coinvolgere anche i testimoni di allora, parla di un centro urbano della città dove esplose una violenza sediziosa che ebbe come conseguenza una risposta militare che ebbe solo il risultato di aggravare le contrapposizioni. Il nucleo centrale narrativo è dato da quello che accadde al Motel Algiers, in una notte terribile che si concluse con tre omicidi. L'intento di dipanare gli avvenimenti è un punto importante al pari di quello di chiudere le immagini con la notizia su quello che è successo 'dopo' ai presenti anche a livello di pene giudiziarie. La regista (primo Premio Oscar donna della storia con "The Hurt Locker", 2008) affronta i fatti in modo frenetico e incalzante, sempre muovendosi dentro un ritmo nervoso e sovraesposto, così conservando il tono esatto della confusione popolare ma insieme facendosi un po' scavalcare da un'incalzante volontà di essere muscolare, esagitata, incalzante. La frenesia dinamica toglie qualcosa alla comprensione, inducendo ad una certa stanchezza narrativa. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso, problematico e da affidare ad opportuni dibattiti.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e in successive occasioni come avvio ad una riflessione sul rapporto cinema e storia, cinema e politica, cinema e giustizia. Interessante anche sviluppare il tema di quel cinema che si muove sul crinale talvolta incerto tra cinema e documentario.

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