DIAZ – Don’t Clean Up This Blood

Valutazione
Complesso, violento, Adatto per dibattiti
Tematica
Politica-Società, Potere, Storia, Violenza
Genere
Drammatico
Regia
Daniele Vicari
Durata
120'
Anno di uscita
2012
Nazionalità
Francia, Italia, Romania
Distribuzione
Fandango
Soggetto e Sceneggiatura
Daniele Vicari, Laura Paolucci in collaborazione con Alessandro Bandinelli, Emanuele Scaringi Daniele Vicari
Musiche
Teho Teardo
Montaggio
Benni Atria

Orig.: Italia/Romania/Francia (2012) - Sogg.: Daniele Vicari - Scenegg.: Daniele Vicari, Laura Paolucci in collaborazione con Alessandro Bandinelli, Emanuele Scaringi - Fotogr.(Scope/a colori): Gherardo Gossi - Mus.: Teho Teardo - Montagg.: Benni Atria - Dur.: 120' - Produz.: Domenico Procacci per Fandango (Italia), Bobby Paunescu per Mandragora Movies (Romania), Jean Labadie per Le Pacte (Francia).

Interpreti e ruoli

Claudio Santamaria (Max Flamini), Jennifer Ulrich (Alma Kock), Elio Germano (Luca Gualtieri), Davide Iacopini (Marco), Ralph Amoussou (Etienne), Fabrizio Rongione (Nick Janssen), Renato Scarpa (Anselmo Vitali), Mattia Sbragia (Armando Carnera), Antonio Gerardi (Achille Faleri), Paolo Calabresi (Francesco Scaroni), Alessandro Roja (Marco Cerone), Eva Cambiale (Donata Stranieri), Rolando Ravello (Rodolfo Serpieri), Monica Birladeanu (Costantine Giornal), Ignazio Oliva (Marzio Pisapia), Aylin Prandi (Maria), Michaela Bara (Karin), Pietro Ragusa (Aaron)

Soggetto

Il 20 luglio 2001 l'attenzione della stampa e dell'opinione pubblica è catalizzata dagli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine durante il vertice G8 a Genova. Poco prima della mezzanotte, centinaia di poliziotti irrompono nel complesso scolastico Diaz-Pascoli, sede del Genoa Social Forum adibito per l'occasione a dormitorio. Insieme al VII nucleo comandato da Max Flamini ci sono gli agenti della Digos e della mobile, mentre i carabinieri circondano l'isolato. Una volta dentro, le forze dell'ordine colpiscono senza pietà i presenti. Quando Flamini ordina ai suoi di fermarsi, ormai è troppo tardi. Più di 90 persone presenti nella scuola accusano traumi, ferite, percosse, nell'impossibilità di difendersi o di chiedere spiegazioni. Alcuni finiscono in ospedale, altri vengono portati nella caserma di Bolzanetto e da qui, dopo altre sofferenze, accompagnati alla frontiera e espulsi dall'Italia.

Valutazione Pastorale

Si può ricordare che, tra i 93 arrestati nella notte del 21 luglio, 16 erano italiani, 40 tedeschi, e poi altri provenienti da ben 10 Paesi. Dalle dichiarazioni di queste persone è nato il processo Diaz. Furono messi sotto accusa solo 29 poliziotti, che riportarono una condanna per lesioni e calunnia ormai prescritta, e una per falso in atto pubblico, che scadrà nel 2016. Un pagina brutta, triste, dolorosissima. Difficile da raccontare. Dice Vicari: "Abbiamo cercato di trasmettere il senso di spaesamento che tutti coloro che hanno partecipato al G8 ricordano(...)". E poi esprime l'interrogativo centrale: "fino a che punto posso spingermi nella rappresentazione di quella violenza?". Gli sceneggiatori hanno convenuto sulla scelta di privilegiare l'escalation dei poliziotti che infieriscono sui partecipanti inermi: una brutalità tanto più crudele quanto più immotivata, stupida, folle. Nel moltiplicare da più punti di vista l'immagine del poliziotto che infligge colpi di manganello, o di giovani schiacciati dalla paura, il copione sembra sollecitare uno sdegno tutto viscerale, di istinto, di rifiuto, una voglia di risarcimento affidata più all'emotività cha alla ragione. Eppure i fatti sono accaduti, vanno ricordati, affidati ad una Storia che non deve avere paura di mettere avanti colpe anche gravi, e deve dimostrare di saper riflettere per evitare che il peggio si ripeta. Il grande cinema del passato ha detto che per fare denuncia non sempre è necessario far 'vedere' tutto quello che rende la denuncia stessa esemplare e opportuna. Resta così qualche perplessità di fronte ad un film che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come complesso, violento e da rivolgere a dibattiti.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, in ogni caso tenendo conto delle differenti sensibilità dello spettatore. Da evitare la visione per minori e piccoli, anche in vista di passaggi televisivi o di uso di dvd e di altri strumenti tecnici.

Le altre valutazioni

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