DIRTY DANCING 2

Valutazione
Futile, banalità
Tematica
Danza, Storia
Genere
Commedia
Regia
Guy Ferland
Durata
90'
Anno di uscita
2004
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Dirty dancing: Havana nights
Distribuzione
CDI
Soggetto e Sceneggiatura
Victoria Arch, Boaz Yakin Kate Gunzinger, Peter Sagal ispirato alla vita della coerografa Joann Jansen
Musiche
Heitor Pereira
Montaggio
Luis Colina, Scott Richter

Orig.: Stati Uniti (2004) - Sogg.: Kate Gunzinger, Peter Sagal ispirato alla vita della coerografa Joann Jansen - Scenegg.: Victoria Arch, Boaz Yakin - Fotogr.(Normale/a colori): Anthony B. Richmond - Mus.: Heitor Pereira - Montagg.: Luis Colina, Scott Richter - Dur.: 90' - Produz.: Lawrence Bender, Sarah Green.

Interpreti e ruoli

Romola Garay (Katey Miller), Javier Suarez (Diego Luna), Sela Ward (Jeannie Miller), John Slattery (Bert Miller), Mika Boorem (Susie Miller), Jonathan Jackson (James Phelps), René Lavan (Carlos Suarez), Mya Harrison (Lola Martinez), January Jones . (Eve), Patrick Swayze (maestro di ballo)

Soggetto

Cuba, 1958. La giovane Katey arriva a L'Avana con la famiglia. Il padre lavora alle dipendenze di uno dei ricchi americani ospitati nel lussuoso Oceana Hotel. Mentre i genitori sperano che la figlia faccia amicizia con i molti ricchi coetanei presenti, Katey invece dimostra di preferire la compagnia di Javier, cameriere cubano, che la porta a ballare in alcuni locali caratteristici dell'isola. I due ragazzi si sentono molto affiatati e decidono di partecipare alla gara di ballo che si tiene al casinò The Palace. Chiarite le incomprensioni, i genitori ora seguono Katey e vanno a sostenerla nella competizione. Mentre é in svolgimento la finale, nel salone irrompono i soldati di Fidel Castro. La gara è sospesa. Il nuovo regime sta arrivando a Cuba. Katey e Javier passano l'ultima notte insieme. La mattina seguente i due si separano.

Valutazione Pastorale

L'arrivo a Cuba della 'rivoluzione' castrista tra 1958 e 1959 fa da sfondo ad un vicenda sentimentale di corto respiro e di poca sostanza. La musica, la danza, i ricchi e i poveri, l'amore contrastato, la separazione finale sono elementi prevedibili sui quali il copione si adagia in tutta tranquillità, mettendo insieme una lunga sfilza di stereotipi. Ne deriva una storiella romantica sdolcinata e deboluccia, un prodotto magari genuino ma decisamente troppo convenzionale. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come futile e caratterizzato da banalità. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria come prodotto di facile consumo e senza pretese.

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