EDUCAZIONE SIBERIANA

Valutazione
Complesso, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Adolescenza, Amicizia, Bibbia, Conflitti etnici, Educazione, Famiglia, Male, Metafore del nostro tempo, Politica-Società, Violenza
Genere
Drammatico
Regia
Gabriele Salvatores
Durata
110'
Anno di uscita
2013
Nazionalità
Italia
Distribuzione
01 Distribuzione
Soggetto e Sceneggiatura
Stefano Rulli, Sandro Petraglia, Gabriele Salvatores Sandro Petraglia, Stefano Rulli dal romanzo omonimo di Nicolai Lilin
Musiche
Mauro Pagani
Montaggio
Massimo Fiocchi

Orig.: Italia (2012) - Sogg.: Sandro Petraglia, Stefano Rulli dal romanzo omonimo di Nicolai Lilin - Scenegg.: Stefano Rulli, Sandro Petraglia, Gabriele Salvatores - Fotogr.(Panoramica/a colori): Italo Petriccione - Mus.: Mauro Pagani - Montagg.: Massimo Fiocchi - Dur.: 110' - Produz.: Riccardo Tozzi, Marco Chimenz, Giovanni Stabilini per Cattleya con RAI Cinema.

Interpreti e ruoli

Arnas Fedaravicius (Kolima), Vilius Tumalavicius (Gagarin), Eleanor Tomlinson (Xenja), Jonas Trukanas (Mel), Vitalij Porsnev (Vitalic), Peter Stormare (Ink), John Malkovich (nonno Kuzya), Arvydas Lebeliunas (dottore), Daiva Stubraite . (zia Katya)

Soggetto

Una città nel sud della Russia, Nella comunità di Siberiani Onesti vivono Kolima e Gagarin, cresciuti insieme, amici veri. Il clima è quello del ghetto dove convivono malavitosi di varie etnie. I due ragazzi sono cresciuti alla scuola di furto, rapina, uso delle armi e rispetto per il cklan e le sue regole. Arrivati a 20 anni, Kolima e Gagarin capiscono che il mondo è profondamente cambiato, ritengono giunto l momento per cambiare le regole e sfidano la sorte...

Valutazione Pastorale

Il punto di partenza è il romanzo omonimo di Nicolai Lilin. Con il consueto, robusto apporto di Petraglia e Rulli, Salvatores si mette all'opera su una sceneggiatura dai toni aspri, duri, spigolosi. Siamo proiettati dentro scenari selvaggi e ruvidi, paesaggi invernali freddi e respingenti, ragioni familiari chiuse e bloccate. Si intuisce che il nocciolo è in uno scontro, a pelle all'inizio ma destinato a deflagrare, tra il vecchio e il nuovo, tra generazioni che faticano a darsi il cambio. Per i giovani il problema non è quello di rispettare le regole ma di superarle. Anche a costo di sacrificarsi all'estremo. Muovendosi con fatica in un contesto spezzettato e sfrangiato, il regista lascia a lungo lo spettatore nell'interrogativo sui veri motivi della storia. Il rigore e la profondità delle immagini non chiariscono granchè, si costeggia la metafora, si costruisce il simbolo: ma i traguardi veri dei ragazzi (politici,sociali, familiari) restano di scarsa lucidità. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come complesso e problematico.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, ben tenendo presente quanto detto sopra circa il suo non facile svolgimento. Attenzione è da tenere per minori e piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di dvd e di altri supporti tecnici.

Le altre valutazioni

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