ELVJS & MERILIJN

Valutazione
Discutibile, Realistico
Tematica
Emigrazione
Genere
Drammatico
Regia
Armando Manni
Durata
93'
Anno di uscita
1998
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Istituto Luce
Soggetto e Sceneggiatura
Armando Man
Musiche
Pivio, Aldo De Scalzi
Montaggio
Ugo De Rossi

Sogg. e Scenegg.: Armando Man- ni, Massimo Torre - Fotogr.: (Panoramica/ a colori) Renato Tafuri - Mus.: Pivio, Aldo De Scalzi - Montagg.: Ugo De Rossi- Dur.: 93' - Produz.: Alia Film, Istituto Luce

Interpreti e ruoli

Goran Navojec (Nicolaj), Edyta Olszowka (Ileana), Giorgio Faletti (Gino), Julietta Koleva (Eva Petrova), Sasa Vulicevic (Goran), Maria- na Jichich (moglie di Nicolaj), Pierre Laplace (Proudhon), Toni Bertorelli, Margaretha Von Kraus, Anna Teresa Rossini, Massimo Bellini, Alberto di Stasio, Marco Previati

Soggetto

In un teatro di Bucarest, Nicolaj imita Elvis Presley e Ileana fa il verso a Marilyn Monroe. Il pubblico li applaude: sono i vincitori del concorso "Sosia '95" organizzato da una società italiana lì rappresentata da Gino. Questi consegna ai due il premio, una scrittura per una serie di spettacoli a Riccione nell'estate 1995. E' l'occasione che entrambi aspettavano. Ileana è rumena, fa la spazzina e vive con la madre malata. Nicolaj è bulgaro, meccanico in un cementificio, è sposato ed ha due gemelline. All'aeroporto di Bucarest, per problemi burocratici, ad entrambi vengono sequestrati i passaporti. Decidono allora di uscire clandestinamente dalla Romania, passare dalla Bulgaria, dalla ex Jugoslavia e arrivare in Italia attraverso il mare Adriatico. Parlano lingue diverse e comunicano tra loro con un rozzo italiano imparato alla televisione. Nel percorso incontrano civili in difficoltà, militari allo sbando e vivono situazioni che lasciano su di loro segni profondi. Finalmente arrivano in Italia e, nel locale di Riccione, tornano ad essere Elvjs & Merilijn. Dopo qualche giorno di prove, vanno in scena ma lo spettacolo si rivela un terribile fiasco. Qualcuno allora offre loro di esibirsi in uno spettacolo porno. Ileana si rifiuta, e Nicolaj la segue dopo qualche momento di incertezza. Rifugiatisi sulla spiaggia, sono raggiunti da Gino e da un suo uomo. Vengono minacciati con la pistola ma alla fine Nicolaj li mette in fuga. I due ora sono soli ma anche liberi di pensare ad una nuova vita.

Valutazione Pastorale

film drammatico, ritratto amaro del difficile momento storico che gran parte dell'Europa sta attraversando dopo il crollo del muro di Berlino. L'idea è buona: il miraggio della dolce vita, le attrattive dello spettacolo filtrate dai miti cinematografici e musicali arrivati dall'America, la volontà comunque di lasciarsi alle spalle una vita di miseria e di stenti funzionano da molla irresistibile soprattutto nei confronti dei giovani che sentono comunque di potere fare qualcosa di diverso e più importante. Tutto questo appare sulla facciata principale, ma dietro questa c'è la realtà di una mitologia falsa, di un mondo crudo e violento che non ha affatto rispetto per la persona. Film di denuncia di una situazione italiana, ma non solo, positivo quindi in quell'offrire la possibilità di una speranza per dimenticare il brutto e guardare al meglio delle cose. Dal punto di vista pastorale, agli aspetti di critica delle facili illusioni si contrappone una certa approssimazione nel trattare le situazioni familiari e sentimentali. Ileana e Nicolaj si innamorano ma non si capisce che fine faccia la famiglia di lui, del tutto ignorata. Film discontinuo ma nell'insieme realistico. Utilizzazione: il film, con attenzione per i minori, è da utilizzare in programmazione ordinaria come ritratto aderente di una situazione italiana che ci coinvolge da vicino. Utile quindi, in occasioni più mirate, per riflettere sul problema dei rapporti tra Est Europa e Italia, sulle differenze culturali, sui guasti provocati dalla guerra nella ex-Jugoslavia.

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