FACTORY GIRL

Valutazione
Discutibile, Problematico, dibattiti
Tematica
Cinema nel cinema, Donna, Droga, Giovani, Storia
Genere
Drammatico
Regia
George Hickenlooper
Durata
99'
Anno di uscita
2007
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Factory Girl
Distribuzione
Moviemax
Soggetto e Sceneggiatura
Captain Mzuzner Captain Mauzner, Aaron Richard Golub, Simon Monjack
Musiche
Edward Shearmur
Montaggio
Dana E. Glauberman, Michel Levine

Orig.: Stati Uniti (2006) - Sogg.: Captain Mauzner, Aaron Richard Golub, Simon Monjack - Scenegg.: Captain Mzuzner - Fotogr.(Panoramica/a colori): Michel Grady - Mus.: Edward Shearmur - Montagg.: Dana E. Glauberman, Michel Levine - Dur.: 99' - Produz.: Holly Wiersma, Aaron Richard Golub, Morris Bart, Kimberly C. Anderson, Malcolm Petal - VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI.

Interpreti e ruoli

Sienna Miller (Edie Sedgwick), Guy Pearce (Andy Warhol), Hayden Christensen (il musicista), Jimmy Fallon (Chuck Wein), Jack Huston (Gerard Malanga), Armin Amiri (Ondine), Tara Summers (Brigid Polk), Mena Suvari (Richie Berlin), Shawn Hatosy (Syd Pepperman), Beth Grant (Julia Warhol), James Naughton (Fuzzy Sedgwick), Edward Herrmann (James Townsend), Illeana Douglas (Diana Vreeland), Mary Elizabeth Winstead (Ingrid Superstar), Don Novello (Mort Silvers)

Soggetto

La giovane Edie Sedgwick arriva dalla provincia nella New York della metà degli anni 60. Attratta dal fermento culturale della metropoli, incontra Andy Warhol che la sceglie come musa ispiratrice e le fa interpretare alcuni film. Arrivati rapidamente, fama e successo scompaiono con altrettanta velocità. Quando lei si innamora di un altro artista, Warhol la allontana, la ignora, la dimentica. Edie si lascia andare, fino ad arrivare al suicidio.

Valutazione Pastorale

Il personaggio principale è autentico, e anche lo sono gli altri (quasi tutti). Manca, a livello di esplicita menzione, Bob Dylan, che ebbe un ruolo importante in quegli anni a New York ma non viene nominato in quanto non ha concesso i diritti. Il clima intellattuale della Grande Mela del periodo è ben restituito, tra slanci creativi di indubbia efficacia e voglia di fatuità, di edonismo sfrenato, di uno stile di vita come 'provocazione' e sfida. Molto amara la parabola discendente di una ragazza lasciata a se stessa senza appigli: simbolo del lato cinico del tempo. Qua e là il copione é fin troppo insistito nelle descrizioni e nei dettagli, con pesantezze non sempre necessarie. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come discutibile, problematico e adatto per dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria con attenzione per la presenza di minori (c'é il divieto ai 14 anni). Più opportuno riservarlo a occasioni mirate per riflettere sul periodo trattato, su quanto quegli anni abbiano influito, e come, sulla nostra attualità. Attenzione é da tenere per i più piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di VHS e DVD.

Le altre valutazioni

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