FEBBRE DA CAVALLO – La mandrakata

Valutazione
Accettabile-riserve, brillante
Tematica
Amicizia, Cinema nel cinema, Il comico
Genere
Farsesco
Regia
Carlo Vanzina
Durata
105'
Anno di uscita
2002
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
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Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Carlo ed Enrico Vanzina Franco Amurri, Carlo ed Enrico Vanzina
Musiche
Bixio, Frizzi, Tempera
Montaggio
Luca Montanari

Orig.: Italia (2002) - Sogg.: Franco Amurri, Carlo ed Enrico Vanzina - Scenegg.: Carlo ed Enrico Vanzina - Fotogr.(Panoramica/a colori): Claudio Zamarion - Mus.: Bixio, Frizzi, Tempera - Montagg.: Luca Montanari - Dur.: 105' - Produz.: Adriano Arié.

Interpreti e ruoli

Luigi Proietti (Bruno Fioretti-Mandrake), Rodolfo Laganà (Micione), Enrico Montesano (Armando Pelliccia-Pomata), Nancy Brilli (Aurelia), Carlo Buccirosso (Antonio Faiella), Emanuela Grimalda (Lauretta), Andrea Ascolese (ingegnere), Cesare Gelli (conte De Blase)

Soggetto

Bruno Fioretti, detto Madrake, non riesce a fare a meno di giocare e rovinarsi con le scommesse alle corse dei cavalli. Ogni giorno promette alla fidanzata Lauretta, che gestisce un bar, di smettere per sempre, ma ogni volta ricomincia. I pochi soldi che guadagna facendo la comparsa a Cinecittà vengono subito 'investiti' e persi. Con lui ci sono i complici Micione, che vive ancora con i genitori senza lavorare, e l'ingegnere, uno studente fuori corso che dice di aver inventato un sistema infallibile per vincere attraverso il computer. In realtà le cose vanno di male in peggio, e quando i soldi sono finiti, si rende necessario imnastire una truffa più elaborata e raffinata, ma anche questa sicura: sostituire un cavallo di poca importanza con uno simile che invece andrà a vincere e farà incassare una somma indimenticabile. Nella truffa vengono coinvolti Aurelia, amica di Mandrake, e Antonio, un napoletano trovatosi per caso incastrato nel gioco. A un certo punto ricompare anche il Pomata, tornato dall'Australia dove era scappato. La corsa si svolge a Montecatini e sembra andare a buon fine. Ilcavallo vince, Mandrake ritira il premio ma all'ultimo viene smascherato dal conte De Blasi, vero proprietario. Così tutti fanno mestamente ritorno a Roma. Ma, mentre aspettano il treno, cadono nelle grinfie di un giocatore ambulante delle 'tre carte'.

Valutazione Pastorale

E' il 'seguito' di "febbre da cavallo" fortunato film del 1976 diretto da Steno (ossia Stefano Vanzina) e diventato con il passare degli anni un piccolo cult come ritratto di un certo sottobosco romano, tra il mondo delle scommesse, quello delle comparse a Cinecittà, quello di una propensione al gioco che gli anni e l'età non fanno passare. I figli di Steno, Carlo e Enrico, recuperano molti degli attori della prima puntata (alcuni purtroppo non ci sono più) e costruiscono un meccanismo narrativo che non si discosta molto da quello precedente. Clima goliardico, battute salaci, ritratti collocati in un ben preciso clima geografico, sociale ma che ambiscono a lanciare qualche riflessione più ampia sulla necessità di affrontare le difficoltà della vita con il filtro di una giusta dose d'ironia. Ne deriva un racconto dalla comicità scoperta, diretta, senza sotterfugi, che può piacere o meno, ma è ingenua, un po' fanciullesca e sempre sincera. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come accettabile, con riserve per qualche pesantezza di linguaggio e per qualche comportamento di singoli personaggi, ma nell'insieme di taglio brillante. UTILIZZAZIONE: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria. Da proporre anche nel confronto con il primo, per misurarne somiglianze e differenze in ordine al diverso impatto che ha oggi rispetto a ieri la cosiddetta commedia italiana.

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