FELICE CHI E’ DIVERSO

Valutazione
Consigliabile, Problematico, dibattiti
Tematica
Omosessualità, Politica-Società, Storia
Genere
Documentario
Regia
Gianni Amelio
Durata
93'
Anno di uscita
2014
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Istituto Luce Cinecittà
Musiche
brani di autori vari
Montaggio
Cecilia Pagliarani

Orig.: Italia (2014) - Sogg. e scenegg.: Gianni Amelio (ricerche e documentazione: Francesco Costabile)- Fotogr.(Panoramica/colore;b&n): Luan Amelio - Mus.: brani di autori vari - Montagg.: Cecilia Pagliarani - Dur.: 93' - Produz.: Istituto Luce/Cinecittà con RAI Cinema e con RAI Trade.

Interpreti e ruoli

: Giorgio Bongiovanni (in ordine di apparizione nel ruolo di se stessi), Nicola Calì ( tra gli altri), Francesco Cocola, Aldo Sebastiani, Ciro Cascina, Ninetto Davoli, John Francis Lane, Mosé Bottazzi, Paolo Poli, Lucy Salani, Aron Sanseverino.

Soggetto

Attraverso una serie di testimonianze, vengono ripecorse la storia e le vicende degli omosessuali nell'Italia del Novecento e di questa prima parte del Ventunesimo secolo. Sono storie raccolte in varie parti d'Italia, dal nord al sud, con l'obiettivo di comporre un quadro il più possibile rappresentativo dei sentimenti e delle abitudini di una nazione assai differenziata per approocio sociale, culturale, antropologico. Si parte dal fascismo, si attraversano il secondo dopoguerra e gli anni '50, e si arriva ai giorni, all'intervento di un giovane di oggi.

Valutazione Pastorale

Il titolo è tratto dalla parte iniziale di una poesia di Sandro Penna, poeta solitario, scontroso, irregolare, capace di un lirismo visionario e disturbante, mai conciliante. Gianni Amelio si misura con un documentario a tutto tondo sul tema dell'omosessualità, rispetto al quale si pone col piglio del narratore vero. La prima scelta importante è quella dell'ordine cronologico, dagli anni Venti del Novecento, via via in avanti fino all'attualità. A tenere insieme le varie testimonianze ci sono i materiali d'archivio: una documentazione quasi tutta nuova, inedita, frutto di ricerche accurate e ordinata secondo un montaggio acuto e intelligente. Gli intervistati (una ventina) sono di varia età, alcuni anziani, altri maturi, l'ultimo appartenente a quei 'giovani' a cui tutti amano rivolgere promesse per un futuro migliore. Citare i nomi più famosi vorrebbe dire fare un torto a quelli più sconosciuti. La cui presenza invece risulta determinante per comporre il quadro di un'Italia che ha sofferto e soffre, che ha vissuto e continua a vivere, niente più chiedendo se non il rispetto dovuto a tutti i cittadini. Le immagini di Amelio restituiscono la capacità di rappresentare l'umano, la pazienza, la calma e l'equilibrio interiore. A ripercorrerlo, il risultato è quello di un grande racconto popolare, con protagonista la persona, con modi che possono ferire o provocare ma parlano a ciascuno di noi, ci coinvolgono, ci chiedono di interagire con coloro che stanno raccontando di se stessi. Così non siamo quasi più in un documentario ma in una storia di finzione con precisi agganci di realismo. E il film, per la sensibilità che lo anima, per il tono calmo e pacato con cui affronta situazioni di dolore e sofferenza, per appellarsi alla necessità di condividere il destino della famiglia umana, è, dal punto di vista pastorale, da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria con l'obiettivo di recuperarlo in situazioni più mirate per avviare riflessioni sui molti argomenti che sollecita. Per evitare equivoci e incomprensioni è opportuno filtrarne la proposta per minori con opportuna introduzione e scambio di opinioni conclusivo.

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