Ferrari

Valutazione
Consigliabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Amicizia, Avventura, Cronaca, Denaro, Dolore, Donna, Famiglia, Famiglia - genitori figli, Mass-media, Matrimonio - coppia, Morte, Politica-Società, Solidarietà, Sport, Storia
Genere
Avventuroso, Biografico, Drammatico, Storico
Regia
Michael Mann
Durata
130'
Anno di uscita
2023
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Ferrari
Distribuzione
01 Distribution
Soggetto e Sceneggiatura
Adattamento del romanzo "Enzo Ferrari: The Man, The Cars, The Races, The Machine" di Brock Yates. La sceneggiatura è firmata da Troy Kennedy Martin
Fotografia
Erik Messerschmidt
Musiche
Daniel Pemberton
Montaggio
Pietro Scalia
Produzione
Michael Mann, John Lesher, Thorsten Schumacher, Lars Sylvest, P.J. van Sandwijk, Gareth West. Casa di produzione: Moto Pictures, Forward Pass, Storyteller Productions, Rocket Science, Iervolino & Lady Bacardi Entertainment

In Concorso all'80a Mostra del Cinema della Biennale di Venezia (2023)

Interpreti e ruoli

Adam Driver (Enzo Ferrari), Penelope Cruz (Laura Ferrari), Shailene Woodley (Lina Lardi), Giuseppe Festinese (Piero Lardi), Patrick Dempsey (Piero Taruffi), Sarah Gadon (Linda Christian), Valentina Bellé (Cecilia Manzini), Jack O'Connell . (Peter Collins), Gabriel Leone (Alfonso de Portago), Lino Musella (Sergio Scaglietti), Brett Smrz (Olivier Gendebien)

Soggetto

Modena 1957, Enzo Ferrari si trova a dover prendere delle decisioni difficili. La sua azienda non vende più come un tempo e in pista, nelle gare, i tempi non infrangono più i record. A questo si aggiungono sofferenti pagine personali: ha da poco perso il figlio Dino e il rapporto con la moglie Laura è disperso. A rendere meno amare le sue giornate è la relazione con la giovane Lina Lardi, da cui ha avuto un figlio, Pietro. La Mille Miglia può rappresentare un momento di svolta…

Valutazione Pastorale

Il granitico regista statunitense Michael Mann, autore di film cult come “L’ultimo dei Il granitico regista statunitense Michael Mann, autore di film cult come “L’ultimo dei Mohicani” (1992), “Heat” (1995) e “Collateral” (2004), torna dietro alla macchina da presa con un film che ha radici italiane. Parliamo del biopic “Ferrari”, ritratto del fondatore della casa automobilistica del cavallino rampante al crocevia tra fallimento e rilancio. Girato però lo più a Modena, l’opera ci accompagna alla scoperta del mondo professionale e interiore di Enzo Ferrari, in un momento in cui sembra poter perdere tutto, famiglia e azienda. Protagonista è Adam Driver, affiancato da Penélope Cruz, Shailene Woodley, Patrick Dempsey, Daniela Piperno e Lino Musella. La storia. Modena 1957, Enzo Ferrari si trova a dover prendere delle decisioni difficili. La sua azienda non vende più come un tempo e in pista, nelle gare, i tempi non infrangono più i record. A questo si aggiungono sofferenti pagine personali: ha da poco perso il figlio Dino e il rapporto con la moglie Laura è disperso. A rendere meno amare le sue giornate è la relazione con la giovane Lina Lardi, da cui ha avuto un figlio, Pietro. La Mille Miglia può rappresentare un momento di svolta… “Ho cercato di far rivivere le passioni e il fascino di Enzo, la sua arguzia pungente, la devastante perdita del figlio, le sfuriate teatrali, il bisogno di un rifugio emotivo, la tragedia, la monumentale scommessa su una singola gara e la lotta per la sopravvivenza”. Così il regista Michael Mann, che traccia il perimetro del suo film, un biopic che in verità prende in esame una piccola parte della vita del personaggio: l’autore è rimasto infatti colpito dagli accadimenti avvenuti nel 1957. Mann, muovendosi su un copione firmato da Troy Kennedy Martin, è abile nell’alternare piano interiore del protagonista e la dimensione imprenditoriale. Corre veloce nelle curve dell’animo di Enzo Ferrari, come pure sulle strade della Mille Miglia. L’adrenalina, l’agone sportivo, si impastano con i silenzi, il dolore sottopelle per la morte del figlio Pietro; ancora, entrano in campo note di tenerezza con un nuovo amore e la seconda paternità. Michael Mann convince nella gestione dei piani narrativi, mantenendo un ritmo serrato e ben calibrato. La messa in scena delle gare in pista e lungo le strade italiane è affascinante e coinvolgente. Purtroppo, il film accusa un calo di tensione del racconto sul finale, dove l’autore sembra voler chiudere in maniera asciutta e sbrigativa. Peccato. In evidenza le interpretazioni dei protagonisti, in testa Adam Driver e Penélope Cruz. Consigliabile, problematico, per dibattiti.

Utilizzazione

Adatto per la programmazione ordinaria e per successive occasioni di dibattito. Per i tempi in campo, indicato adulti e adolescenti.

Le altre valutazioni

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