GLI AMICI DEL BAR MARGHERITA

Valutazione
Consigliabile, Semplice
Tematica
Adolescenza, Amicizia, Donna, Storia
Genere
Commedia
Regia
Pupi Avati
Durata
90'
Anno di uscita
2009
Nazionalità
Italia
Distribuzione
01 Distribution
Musiche
Lucio Dalla
Montaggio
Amedeo Salfa

Orig.: Italia (2009) - Sogg. e scenegg.: Pupi Avati - Fotogr.(Scope/a colori): Pasquale Rachini - Mus.: Lucio Dalla - Montagg.: Amedeo Salfa - Dur.: 90' - Produz.: Antonio Avati per DUEA Film, RAI Cinema.

Interpreti e ruoli

Diego Abatantuono (Al), Laura Chiatti (Marcella), Fabio De Luigi (Gian), Luigi Lo Cascio (Manuelo), Neri Marcorè (Bep), Luisa Ranieri (Ninni), Pierpaolo Zizzi (Taddeo), Claudio Botosso (Zanchi), Gianni Ippoliti (Sarti), Niki Giustini (Pus), Bob Messini (Mentos), Caterina Sylos Labini. (maestra Scaglioni), Maria Pia Timo (Beatrice), Gianni Fantoni (padre di Gian), Lucia Modugno (merciaia), Gianni Cavina (nonno Carlo), Katia Ricciarelli (madre di Taddeo), Alfiero Toppetti (Walter)

Soggetto

Bologna, 1954. Taddeo, 16 anni, sogna di diventare un frequentatore del Bar Margherita che si trova proprio sotto i portici di casa sua. Diventato con uno stratagemma l'autista personale di Al, uno del gruppo, Taddeo riesce ad essere testimone delle avventure di Bep, che si fidanza con Beatrice ma poi si innamora di Marcella, una entraineuse; delle peripezie di Gian, aspirante cantante illuso da una falsa convocazione al festival di Sanremo; delle follie di Manuelo, ladro di macchine e sessuofobo; delle cattiverie di Zanchi, inventore delle cravatte con l'elastico; delle stranezze di Sarti, sarto truffaldino. E poi c'è casa sua, dove Taddeo vive con la mamma vedova e il nonno che perde la testa per Ninni, la maestra di pianoforte. A casa Taddeo organizza la festa di compleanno proprio nel giorno in cui il nonno ha un infarto e muore. Quando arriva il momento della foto rituale tra gli amici, Taddeo esce dal gruppo e li osserva tutti insieme.

Valutazione Pastorale

L'avevamo lasciato pochi mesi fa alle prese con "Il papà di Giovanna", e ora Pupi Avati torna, rimanendo nella zona temporale dei primi anni Cinquanta e geografica della prediletta Bologna. Taddeo, che alla fine ha un po' paura di restare nel gruppo tanto ammirato, é Avati stesso: "Perché -dice oggi il regista- non alzare la saracinesca di quel locale, nel quale la mia memoria ha trattenuto intatto, preservato dalle ingiurie del tempo, quell'insieme straordinario di eroi sciocchi, che tuttavia furono per gran parte della mia giovinezza i modelli ai quali mi ispirai ?". "Eroi sciocchi" é definizione che fa esplodere simpatia, affetto, vicinanza, come se gli avvenimenti si fossero svolti poco tempo fa. Lasciare andare a briglia sciolta la nostalgia, confonderla nella memoria, farne cinema come luogo per rendere vivi e visibili facce, luoghi, atmosfere é un marchio che Pupi Avati non finisce di arricchire ogni volta di nuove sfumature, seguendo spartiti delicati, cinici e poetici. Mai gridando, mai pretendendo toni drammatici impensabili nei suoi protagonisti. Quei ricordi sono il suo mondo. Cerchiamo di farne parte, e di condividerne le emozioni. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come consigliabile, e nell'insieme semplice.

Utilizzazione

Il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e in seguito come proposta di film italiano, come un piccolo/grande affresco storico.

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