HAITI CHERIE

Valutazione
Accettabile, Problematico, dibattiti *
Tematica
Conflitti etnici, Lavoro, Libertà, Politica-Società
Genere
Drammatico
Regia
Claudio Del Punta
Durata
99'
Anno di uscita
2008
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Pierre Grise Distribution
Musiche
Toto Bissainthe
Montaggio
Silvia Natale

Orig.: Italia (2007) - Sogg. e scenegg.: Mario Cabrera Lima, Romina Ganduglia, Claudio Del Punta - Fotogr.(Panoramica/a colori): Claudio Del Punta - Mus.: Toto Bissainthe - Montagg.: Silvia Natale - Dur.: 99' - Produz.: Giuliana Del Punta, Bruno Restuccia, Claudio Del Punta.

Interpreti e ruoli

Yeraini Cuevas (Magdaleine), Valentin Valdez (Jean Baptiste), Jean Marie Guerin (Pierre), Juan Carlos Campos . (Ernesto)

Soggetto

Ad Haiti Jean Baptiste e Magdaleine, marito e moglie, lavorano in una piantagione di canna da zucchero in condizioni estremamente precarie. Quando il loro bambino muore per denutrizione e, più tardi, una delle guardie della piantagione tenta di stuprare la donna, i due decidiono di emigrare nella Repubblica Dominicana, in cerca di un nuovo lavoro e un futuro diverso. A loro si unisce l'adolescente Pierre. Passato il confine però sorgono subito nuovi problemi. La povertà dilaga, i controlli sono severi. I coniugi vorrebbero tornare indietro ma Jean Baptiste, durante un confronto con alcuni poliziotti, dopo equivoci e malintesi, viene raggiunto da un proiettile e muore. Ora Magdaleine è sola ad affrontare il futuro.

Valutazione Pastorale

Come si sa, l'isola é divisa oggi in due repubbliche indipendenti: Haiti da un lato, la Repubblica Dominicana dall'altro. Ad Haiti si chiamano 'bateyes' i recinti nei quali vivono i lavoratori impiegati nelle piantagioni di canna da zucchero. Ce ne sono circa 500 e ospitano immigrati haitiani in condizioni deteriori più volte denunciate da organizzazioni internazionali. Su questa realtà poco conosciuta, il film apre uno squarcio forte e incisivo, mettendo al centro del racconto una coppia giovane come prototipo di tante situazioni similari e di troppe violazioni della dignità umana. E' merito del copione (e della regia) costruire una denuncia netta, senza facili lamentele o occasionali richieste di intervento. C'è uno stato di sopraffazione che non può essere tollerato, c'è una umanità calpestata che chiede aiuto con voce flebile ma non per questo meno accorata. C'è un film che si fa portavoce di questi disagi lontani ma in realtà vicinissimi. Va ascoltato. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come accettabile, problematico e adatto per dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, anche se forse la sua efficacia è meglio apprezzabile in occasioni mirate, per avviare riflessioni sul tema indicato, che chiede comprensione e solidarietà.

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