HEIMAT 2 – IL MATRIMONIO (OTTAVO EPISODIO) *

Valutazione
Discutibile, scabrosità, Dibattiti
Tematica
Politica-Società, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Edgar Reitz
Durata
120'
Anno di uscita
1993
Nazionalità
Germania
Titolo Originale
DIE ZWEITE HEIMAT - DIE HOCHZEIT
Distribuzione
Mikado Film
Soggetto e Sceneggiatura
Edgar Reitz
Musiche
Nikos Mamangakis
Montaggio
Susanne Hartmann

Sogg. e Scenegg.: Edgar Reitz - Fotogr.: (normale/b.n.- a colori) Gerard Vandenberg - Mus.: Nikos Mamangakis - Montagg.: Susanne Hartmann - Dur.: 120' - Produz.: Edgar Reitz Film Produktions, Munchen

Interpreti e ruoli

Henry Arnold (Hermann Simon), Salome Kammer (Clarissa Lichtblau), Anke Sevenich (Schnüsschen), Sabine Von Maydell (Elisabeth), Daniel Smith (Juan Ramon Fernandes), Frank Roth (Stefan Aufhauser), Laszlo I. Kish (Reinhard Dorr), Franziska Traub, Peter Weiss, Michael Schonborn, Armin Fuchs, Martin Maria Blau, Kurt Weinzierl

Soggetto

tornata a Monaco da una visita ai suoi, la giovane Schnüsschen è decisa a conquistare definitivamente Hermann Simon, si fa prestare una sera la casa di Elisabeth, un'amica sposata cui fa da baby sitter, durante un romantico rendez-vous si concede al giovane compositore. I due poi, fingendosi fidanzati, trovano un alloggio, e la dolcezza, il buon umore, la disponibilità di Schnüsschen finiscono per far decidere Hermann, contravvenendo al solenne giuramento "Non più amore", a sposarsi anche se il fondo del suo cuore è sempre con l'inquieta Clarissa Lichtblau. Frattanto quest'ultima va a Parigi dove un'audizione le consente di andare in America: una tournée a San Francisco (anche lei non può staccare la mente da Hermann). Dopo la cerimonia nuziale, gli sposi si riuniscono nella Tana della Volpe con Madame Cerphal e tutti gli amici: manca naturalmente Clarissa. Anche due lontane parenti di Hermann arrivano con un'auto stracarica di doni e una parlantina campagnola e pressochè inarrestabile. Il pranzo è sontuoso, si balla e si flirta: Helga Aufschrey circuisce con successo un trombettista della Renania ingelosendo così Stefan Aufhauser. La giovane Renate Leineweber si presenta col non più giovane ma ricco dottor Bretschneider; Evelyne Cerphal, con uno studente africano; Jean marie corteggia una cameriera, e si esibisce in un "Marinella" alla Tino Rossi accompagnato al piano da Volker Schimmelpfenning; Rob Sturmer corteggia la ragazza di Juan Ramon Fernandes, la bella e un po’ sciocca finlandese Anniki; Elisabeth e il marito se ne vanno dopo un brusco litigio (brutto auspicio!), mentre Clarissa arriva col suo regalo. Hermann e Schnüsschen vengono accompagnati nella nuova casa, mentre nella Tana della Volpe proseguono le danze e le baldorie. Qui Volker dichiara il suo amore a Clarissa tentando di convincerla a passare due giorni con lui: lei, che non ne vuole sapere, ha una breve crisi; poi sembra cedere. Jean Marie si apparta con la cameriera, Reinhard Dorr con Olga Muller. Intanto i due sposini, tra lumini rossi, sono finalmente soli a casa loro. Alla casa Cerphal, ad un tratto, uno sparo spezza bruscamente l'atmosfera. È Juan che ha tentato di spararsi al cuore, e solo in extremis Reinhard è riuscito a strappargli l'arma deviando il colpo. Invano Clarissa tenta di farlo parlare: Juan ripete in spagnolo, istericamente, "di lasciarlo in pace!". Lo shock per l'accaduto, e il susseguente litigio tr aStefan e Reinhard esasperando Madame Cerphal che caccia via tutti di casa, giurando di chiuderla per sempre.

Valutazione Pastorale

lo studio psicologico dei caratteri maschili e femminili a confronto è il tema conduttore dell'episodio. Emerge qui il rapporto dialettico tra Schnüsschen ed Hermann: la natura ottimista e un po’ ingenua della ragazza contrasta con il continuo interrogarsi e torturarsi sulla vita e sull'arte di Hermann. Assai verosimile appare il cedere di quest'ultimo alla forza vitale della ragazza che lo vuole ad ogni costo: sembra che per lui sia diventato ormai inevitabile dimenticare l'amore infelice per Clarissa, non rimpiazzandola, il che sarebbe impossibile, ma fornendosi di una compagna di viaggio che lo aiuti a sopportare quest'ennesimo ripiegamento da un oggetto sognato e irraggiungibile ad uno più terreno, più consolante, più familiare per tanti motivi, su cui spicca quello della comune esperienza infantile, ma certo privo di quel fascino assoluto che hanno le grandi passioni irrealizzabili o irrealizzate. Attorno a questo rapporto è lo sbando: la nevrosi a sfondo politico ideologico di Helga, che vive un rapporto del tutto paranoico con Stefan, colpevole soprattutto di non essere Hermann, che con il suo rifiuto le ha causato una ferita probabilmente molto più profonda di quello che si può intuire; il generoso e violento Reinhard, con questa tentazione di spazzare via ciò che lo disturba e l'amore per il fucile; la solitudine di Juan, troppo geniale per non soffrire dolorosamente del suo esilio e della monotonia che ogni giorno si rivela più eguale a sé stesso; la solitudine di Olga, alla ricerca dell'affermazione come attrice, o quella di Renate, che pur di avere un uomo accanto non fa certo complimenti, ma capisce in fondo di non ottenere mai la stima sincera del prossimo, anche se una vitalità animale sembra sostenerla; la solitudine di Stefan, il regista che non riesce ad incontrarsi col capolavoro che sogna da una vita e si esaurisce nella ricerca. Anche la coppia amica di Schnüsschen offre col furibondo litigio proprio durante la festa di matrimonio, una proiezione inquietante della visione pessimistica del regista su questa istituzione, almeno per quel che riguarda una certa generazione. Quanto a Clarissa, la ragazza ha ottenuto la consacrazione internazionale come violoncellista, ma il suo rabbioso gettare una fruttiera in terra, dopo che Hermann e consorte se ne sono andati, ed il suo atteggiamento aggressivo e quasi risentito nei confronti di Volker, che l'ama lasciando intravedere tutto il suo dramma di anima sensibile quanto priva di sostegni morali interni capaci di darle un approccio meno traumatico con la vita.

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