HO UCCISO NAPOLEONE

Valutazione
Complesso, scabrosità
Tematica
Aborto, Donna, Famiglia, Lavoro, Male
Genere
Drammatico
Regia
Giorgia Farina
Durata
90'
Anno di uscita
2015
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
01 Distribuzione
Musiche
Andrea Farri
Montaggio
Esmeralda Calabria

Orig.: Italia (2015) - Sogg. e scenegg.: Giorgia Farina, Federica Pontremoli - Fotogr.(Scope/a colori): Maurizio Calvesi - Mus.: Andrea Farri - Montagg.: Esmeralda Calabria - Dur.: 90' - Produz.: Angelo Barbagallo per Bibi Film con RAI Cinema.

Interpreti e ruoli

Micaela Ramazzotti (Anita), Libero De Rienzo (Biagio), Adriano Giannini (Paride), Elena Sofia Ricci (Olga), Iaia Forte (Gianna), Thony (Enrica), Monica Nappo (Filippa), Bebo Storti (Fanelli), Pamela Villoresi (Cecilia), Tommaso Ragno (Gabriele), Erica Blanc (Clelia), Luce Caponegro (Eleonora), Chiara Conti (Daniela), Tobia Hoesl (Hanz), Simona Caparrini (dottoressa)

Soggetto

Tutto ruota intorno a 24 ore della vita di Anita, brillante manager in carriera, la cui esistenza viene all’improvviso travolta da una serie di guai: subito dopo la sospirata promozione, viene licenziata in tronco perché incinta del proprio diretto superiore, sposato e padre di famiglia. Da quel momento però Anita decide che tutto dovrà tornare come prima, e nelle forme che lei deciderà… Per fare questo Anita non si fa scrupolo di stringere alleanza con tre donne dalle occupazioni occasionali che vivono in un piccolo parco giochi all'esterno del palazzo dell'industria farmaceutica dove lei lavora. Si unisce poi, fino al matrimonio, con Biagio, altro dipendente che cerca promozioni di ruolo. A poco a poco i doppi giochi si fanno incontrollabili e il castello costruito da Anita è destinato a crollare.

Valutazione Pastorale

Giorgia Farina esordisce nel 2013 con "Amiche da morire", commedia degli equivoci e dell'intrigo incentrata sul rovesciamento dei ruoli e della vendetta. Era evidentemente la spia di una predilezione, perché su questo versante si muove anche questo suo secondo film I punti di contatto sono indubbi, ma procedono vanno avanti in modo sempre più esile, fino a quando non appare evidente che il personaggio Anita è destinato a soverchiare con la propria invadenza fisica e caratteriale tutte le altre (e i pochi altri). Il disegno di 'Anita' assume su di sè una sintesi sempre più accentuata di quello che caratterizza una donna di oggi: 'E' dark, molto dark, è cattiva, cattivissima, una diavolessa, un satanasso, detesta gli uomini', dicono all'unisono Farina e Ramazzotti. La seconda costruisce corpo e mente di Anita (in stile 'She-Devil'), la prima la proietta sul contesto gelido e metallico della sede centrale di una industria farmaceutica. Tutto è asciutto, privato di riferimenti geografici o logistici. La regista appare rivolta a costruire uno scontro tra Anita e il resto del mondo. La frase finale di lei (Io non sembro così, io sono cosi) ha il sapore di una fuga dalle responsabilità narrative. Sospetto confermato subito dopo dal sottofinale collocato per prudenza lungo i titoli di coda (quanti lo vedranno?) dove il personaggio Biagio da complice diventa a sua volta protagonista. C'è un dislivello etico che non torna nella sceneggiatura, e la regia fin troppo spavalda e sovraccarica di rabbia ne accentua certa eccessività. A Farina servirà in futuro un miglior controllo della propria, notevole vitalità espressiva. Nel girotondo degli inganni, dei raggiri e delle vendette, il copione resta attaccato ad un'idea di universo dominato dal buio e dal cinismo e, dal punto di vista pastorale, è da valutare come complesso e non privo di scabrosità.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria, tenendo conto che il copione aspro e diretto non si rivolge a un pubblico di minori e ragazzi. Stessa attenzione da tenere anche in vista di passaggi televisivi e di uso di dvd e di altri supporti tecnici.

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