I GIARDINI DELL’EDEN

Valutazione
Problematico, Raccomandabile, dibattiti**
Tematica
Gesù, Tematiche religiose
Genere
Drammatico
Regia
Alessandro D'Alatri
Durata
95'
Anno di uscita
1998
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Medusa
Soggetto e Sceneggiatura
Alessandro D'Alatri
Musiche
Pivio, Aldo De Scalzi
Montaggio
Cecilia Zanuso

Sogg.: Alessandro D'Alatri - Sce- negg.: Alessandro D'Alatri, Miro Silvera - Fotogr.: (Panoramica/a colori) Federico Masiero - Mus.: Pivio, Aldo De Scalzi - Montagg.: Cecilia Zanuso - Dur.: 95' - Produz.: Magic Moments, Medusa Film, Rete Italia

Interpreti e ruoli

Kim Rossi Stuart (Jeoshua), Said Taghmaoui (Aziz), Boris Ter-ral (Jochannan), Kassandra Voyagis (Miriam), Renzo Stacchi (Centurione), Asher Cohen (Jeoshua bambino), Omar Chenbod (Josef), Lorenzo Cherubini (David), Massimo Ghini (ufficiale romano)

Soggetto

In Galilea il piccolo Jeousha si prepara ad affrontare il momento più importante nella vita di un adolescente, ossia il Bar Mitzwah, il rito di ingresso nel mondo degli adulti. Si reca così a Gerusalemme, accompagnato da altre famiglie del suo villaggio e dal cugino e coetaneo Johannan. Nel tempio, Jeousha impressiona i saggi per la sua sensibilità ed intelligenza, e poi a contatto con la vita convulsa della città ha modo di fare esperienze e conoscere meglio le persone e i loro problemi. Crescendo, lavora con i fratelli nella bottega da carpentiere del padre Joseph. Ma il lavoro non riesce a coinvolgerlo completamente. Morto il padre, decide di abbandonare il villaggio e di mettersi di nuovo in viaggio alla volta di Gerusalemme e di altri luoghi, dove ha modo di verificare di persona le situazioni di scontentezza della popolazione nei confronti dei soldati romani. Lo avvicinano alcuni zeloti, che stanno organizzando azioni di ribellione ma rifiuta l'uso che essi fanno della violenza e di nuovo parte, mettendosi al seguito dei carovanieri che battono le piste dei mercati nelle provincie più lontane. Nel corso di questi viaggi, si mescola a costumi, religioni e filosofie diverse, a fronte delle quali sente giunto il momento di trasmettere agli altri il bagaglio di conoscenze e di esperienze finora acquisito. Chiama a seguirlo alcuni uomini e con loro si mette in movimento per portare a tutte le genti un messaggio di rispetto e di amore reciproco tra tutti gli esseri umani.

Valutazione Pastorale

Il regista D'Alatri racconta come Gesù, accanto a suo padre Giuseppe e a Maria sua madre, abbia potuto imparare a pregare, abbia appreso la storia del suo popolo e sia cresciuto "in sapienza, età e grazia". Portando sullo schermo un periodo non raccontato dai Vangeli, D'Alatri cerca di capire che cosa potrebbe essere successo negli anni della formazione di Gesù, quelli nei quali anche lui ha vissuto il tempo della crescita. Avviandosi verso l'età adulta, Gesù affronta la vita come un impegnativo cammino che lo preparerà alla missione della predicazione alle genti. Il regista é rimasto affascinato dal delicato e complesso problema della coscienza umana di Gesù. Va ricordato al riguardo che il regista non ha inteso affrontare il problema propriamente cristologico del rapporto tra natura umana e natura divina nella persona di Gesù. Ciò comporta qualche motivo di non chiarezza al riguardo, in quanto la figura umana di Gesù possiede sì grande dignità morale, ma non quella assoluta originalità e singolarità che lascia trasparire, come nei Vangeli, il mistero della sua Persona. Il film non si ispira ad alcun testo biblico, é una sceneggiatura originale, che D'Alatri ha scritto con la collaborazione dello scrittore ebreo Miro Silvera e che parte dalla sua comprensione personale del mistero di Dio incarnato, all'interno di un pregevole lavoro di ricostruzione del contesto storico-culturale. L'autore dimostra una voglia sincera di ricostruire un'immagine di Gesù non diversa o stravolta, in grado di parlare all'uomo distratto e spesso confuso di fine Millennio. Il film, a causa della complessità della tematica cristologica toccata, risulta di taglio problematico e tuttavia é da valutare come raccomandabile per la nobiltà del soggetto e la sensibilità con cui esso viene trattato. Si presta per dibattiti, tenendo peraltro ben presente il limite cristologico (e concretamente anche storico) sopra ricordato. UTILIZZAZIONE: il film è da utilizzare in programmazione ordinaria, e da proporre in altri contesti (cineforum, circolo del cinema, riunioni parrocchiali, incontri…) come occasione e stimolo alla riflessione sugli argomenti sopra indicati.

Le altre valutazioni

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