IL BACIO DELL’ORSO

Valutazione
Inconsistente, banalità
Tematica
Animali, Libertà, Povertà-Emarginazione
Genere
Drammatico
Regia
Sergei Bodrov
Durata
92'
Anno di uscita
2002
Nazionalità
Francia, Germania, Italia, Spagna, Svezia
Titolo Originale
Bear's kiss
Distribuzione
Istituto Luce
Musiche
SIG, Giya Kancheli
Montaggio
Mette Zeruneith

Orig.: Germania/Francia/Spagna/Italia/Svezia (2002) - Sogg. e scenegg.: Sergei Bodrov, Carolyn Cavallero - Fotogr.(Panoramica/a colori): Xavier Pérez Grobet - Mus.: SIG, Giya Kancheli - Montagg.: Mette Zeruneith - Dur.: 92' - Produz.: Karl Baumgartner, Sergei Bodrov, Christoph Friedel.

Interpreti e ruoli

Rebecka Liljeberg (Lola), Joachim Krol (Groppo), Sergei Bodrov jr. (Misha), Keith Allen (Lou), Maurizio Donadoni (Marco), Anne-Marie Pisani (Margarita), Marcella Musso (Anna), Ariadna Gil (Carmen), Silvio Orlando (Alberto)

Soggetto

Lola, quattordici anni, e sua madre sono trapeziste in un circo russo. Lola é molto legata a Misha, un orso bruno compratole dal suo patrigno. Quando all'improvviso la madre di Lola scompare, Lola capisce che deve cominciare a badare a se stessa, avendo come unico amico il fedele Misha. Una notte Misha sveglia Lola e le dice che l'amore di lei potrebbe farlo diventare uomo a patto che per un anno egli non uccida nessuno. Il circo nel frattempo si sposta, arriva prima in Germania poi in Spagna. Sempre Misha appare a Lola nella sua doppia veste di orso e di uomo, anzi ragazzo. Ma Lola é sola e i pericoli sono in agguato. Lasciato il circo e aggragatasi ad un teatro itinerante, Lola viene presa di mira dal direttore, un uomo alcolizzato che cerca di abusare di lei. Dalla gabbia Misha vede tutto, esce per difenderla e uccide l'uomo. Misha capisce che ormai il suo posto non è più lì. Ma Lola ormai non può più fare a meno di lui. Affrontando un viaggio pericoloso, o raggiunge in Siberia nella terra degli orsi. Misha e Lola finalmente sono insieme.

Valutazione Pastorale

Si tratta del più deludente e insignificante tra i titoli proiettati nella sezione principale (il concorso) della Mostra di Venezia 2002. Cinque nazioni si sono messe insieme a livello produttivo per dare vita a questo film, che doveva essere una risposta a chi chiede di fare 'cinema europeo' in risposta allo strapotere americano. I risultati sono sconfortanti. Costruito per accontentare i cinque paesi partecipanti, il racconto vaga da uno scenario all'altro senza la minima giustificazione narrativa, con attori che parlano lingue diverse eppure si capiscono, con gestualità sconnesse, con toni che svariano dal grottesco al fantastico, inutilmente cercando di ricomporsi in un drammatico che sfocia in un finale quasi risibile. Nè ritratto psicologico, né racconto di un'adolescenza difficile, nè occasione di recupero di culture locali, la storia non ha motivazioni visibili nè decifrabili, risolvendosi in un pastrocchio dal quale la grande assente é proprio l'identità europea. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come inconsistente, e segnato da molte banalità. UTILIZZAZIONE: il modesto livello della realizzazione sconsiglia l'utilizzazione del film sia in programmazione ordinaria sia in altre occasioni.

Le altre valutazioni

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