IL FONDAMENTALISTA RILUTTANTE

Valutazione
Consigliabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Famiglia, Lavoro, Letteratura, Politica-Società, Rapporto tra culture, Terrorismo
Genere
Drammatico
Regia
Mira Nair
Durata
128'
Anno di uscita
2013
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
The Reluctant Fundamentalist
Distribuzione
Eagle Pictures
Soggetto e Sceneggiatura
William Wheeler Mohsin Hamid & Ami Boghani tratto dal romanzo omonimo di Mohsin Hamid
Musiche
Michael Andrews
Montaggio
Shimit Amin

Orig.: Stati Uniti (2012) - Sogg.: Mohsin Hamid & Ami Boghani tratto dal romanzo omonimo di Mohsin Hamid - Scenegg.: William Wheeler - Fotogr.(Scope/a colori): Declan Quinn - Mus.: Michael Andrews (una canzone originale di Peter Gabriel) - Montagg.: Shimit Amin - Dur.: 128' - Produz.: Lydia Dean Pilcher.

Interpreti e ruoli

Riz Ahmed (Changez), Kate Hudson (Erica), Liev Schreiber (Bobby Lincoln), Kiefer Sutherland (Jim Cross), Om Puri (Abu), Shabana Azmi (Amni), Martin Donovan (Ludlow Cooper), Meesha Shafi (Bina), Haluk Bilginer (Nazmi Kemal), Nelsan Ellis . (Wainwright)

Soggetto

Nel 2010, mentre imperversano le manifestazioni studentesche a Lahore, un giovane pakistano, il professor Changez Khan, viene intervistato dal giornalista americano Bobby Lincoln. Già studente a Princeton, Changez racconta a Lincoln il suo passato di brillante analista finanziario a Wall Street. Parla del luminoso futuro che aveva davanti, del ruolo importante esercitato dal suo mentore Jim Cross, della bella Erica con la quale si preparava a condividere il futuro. Poi è arrivato l'11 settembre e tutto è cambiato. Il vero motivo per cui Lincoln e Changez si incontrano è che un professore straniero è stato rapito dagli estremisti, la sua esecuzione è questione di ore e la famiglia di Changez è in grave pericolo.

Valutazione Pastorale

Leone d'oro nel 2001 con "Monsoon Wedding", presente in concorso anche con "Mississippi Masala" (1999) e con "La fiera delle vanità" (2004), l'indiana Mira Nair è regista di storie di forte respiro e di grande profondità visiva. Anche in questo caso, affrontando l'evento dell'11 settembre 2001, forse il più clamoroso di questo inizio di Terzo Millennio, e le sue profonde conseguenze storico/politiche/culturali, Nair non si pone limiti espressivi, non vuole avere a che fare con misura e intimismo. Anzi, ogni pretesto serve ad allargare il racconto, a sforarne confini e limiti: fino a perdere di vista il senso delle proporzioni ra i personaggi. Il richio è di passare dalla cronaca alla finzione, di insistere tropposu emozioni e sentimenti trascolorando dal dramma al melodramma. Così molte buone intenzioni restano inespresse e la figura di Changez finisce per diventare quella di involontario antieroe in incognito. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problemtico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni per avviare riflessioni sul centrale evento dell'11 settembre 2001 e sui rapporti Islam/Occidente. Anche a livello scolastico.

Le altre valutazioni

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