IL MINISTRO

Valutazione
Complesso, problematico
Tematica
Politica-Società
Genere
Commedia
Regia
Giorgio Amato
Durata
96'
Anno di uscita
2016
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Europictures
Musiche
Eugenio Vicedomini
Montaggio
Angelo D'agata

Orig.: Italia (2016) - Sogg. e scenegg.: Giorgio Amato - Fotogr.(Scope/a colori): Claudio Marceddu - Mus.: Eugenio Vicedomini - Montagg.: Angelo D'agata - Dur.: 96' - Produz.: Golden Production srl.

Interpreti e ruoli

Gianmarco Tognazzi (Franco Lucci), Alessia Barela (Rita), Fortunato Cerlino (Rolando Giardi), Edoardo Pesce (Michele), Jun Ichikawa (Zhen), Ira Fronten . (Esmeralda)

Soggetto

Imprenditore edile sull'orlo della bancarotta, Franco Lucci ha una sola possibilità per salvarsi: organizza a casa una cena con ospite d'onore il Ministro, un importante uomo politico disposto ad intervenire per favorire l'amico con un ricco appalto 'pilotato'. Quando la cena comincia, ben presto le carte si sparigliano...

Valutazione Pastorale

La storia è amara e nerissima, con la volontà precisa però di tenere alto il livello della commedia. Il riferimento, dice Amato, è al primo episodio de 'I mostri' di Dino Risi, quello dal titolo 'educazione civica', dove Ugo Tognazzi accompagna il figlio Ricky a lezione di 'furbizia' e di opportunismo, prendendo in giro persone credulone e ingenue. E' una citazione significativa, perché quei piccoli riquadri di ordinario cinismo che erano gli episodi dei mostri si ritrovano allargati nella sguardo lungo di Amato. E il film, nella sua impietosa dinamica narrativa evita la denuncia e la messa alla berlina per dire che c'è in molte zone dell'opinione pubblica una corruzione tendenzialmente 'naturale' che diventa facile occasione di sfaldamento sociale. Siamo tutti colpevoli, sembra di poter affermare, e se non lo siamo, abbiamo l'intenzione di diventarlo. E' un sottofondo dato non come tesi ma come impressione, tanto radicata quanto profonda. Su questo leit motiv Amato riesce a mantenere scorrevole il ritmo, muovendosi tra umorismo amaro e scherzi del destino, senza fare sconti ad alcuno. Magari aggiungendo, soprattutto nel finale, una ampia pagina di sbandamento dei protagonisti tutti ridotti a maschere nude e prive di dignità. Una conclusione che può lasciare amareggiati e perplessi per un film che, tuttavia, dal punto di vista pastorale, è da valutare come complesso e nell'insieme problematico.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria con qualche attenzione per minori e piccoli, e tuttavia con interessanti risvolti per la nostra situazione attuale.

Le altre valutazioni

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