IL PIU’ BEL GIORNO DELLA MIA VITA

Valutazione
Discutibile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Famiglia, Matrimonio - coppia
Genere
Commedia
Regia
Cristina Comencini
Durata
102'
Anno di uscita
2002
Nazionalità
Italia
Distribuzione
01 Distribution
Soggetto e Sceneggiatura
Cristina Comencini, Giulia Calenda, Lucilla Schiaffino Cristina Comencini
Musiche
Franco Piersanti
Montaggio
Cecilia Zanuso

Orig.: Italia (2002) - Sogg.: Cristina Comencini - Scenegg.: Cristina Comencini, Giulia Calenda, Lucilla Schiaffino - Fotogr.(Scope/a colori): Fabio Cianchetti - Mus.: Franco Piersanti - Montagg.: Cecilia Zanuso - Dur.: 102' - Produz.: Riccardo Tozzi, Giovanni Stabilini, Marco Chimenz.

Interpreti e ruoli

Virna Lisi (Irene), Margherita Buy (Sara), Sandra Ceccarelli (Rita), Luigi Lo Cascio (Claudio), Marco Baliani (Carlo), Maria Luisa De Crescenzo (Chiara), Ricky Tognazzi (Sandro), Jean-Hugues Anglade (Davide), Francesco Scianna (Marco), Francesca Perini (Silvia)

Soggetto

Italia, agli inizi del terzo millennio. Irene è vedova, vive fuori città nella grande casa di famiglia, è ancora affascinante e legata al ricordo del marito. I tre figli, ormai adulti, non riescono a frequentarla con assiduità: Sara, la più grande, ha a sua volta perduto il marito, ha un figlio adolescente e non sa come ricostruire il proprio equilibrio; Rita è sposata, ha due figlie, e deve fare i conti con lo scontro tra una certa insoddisfazione matrimoniale e l'attrazione per il veterinario Davide; Claudio infine é avvocato e non ha ancora trovato tempo e coraggio per dire alla madre di essere omosessuale. La inquieta ricerca di nuove relazioni affettive da parte delle due sorelle va di pari passo con il sopraggiungere delle prime esperienze sia del figlio di Sara, sia della figlia maggiore di Rita. Intanto Sara ha conosciuto un uomo che per caso aveva composto il suo numero di telefono, i due si incontrano e più avanti lei lo ritrova in tribunale, difeso dal fratello. Quest'ultimo, ad un pranzo di famiglia, si presenta con l'amico, e finalmente la verità viene fuori. Irene sul momento fa fatica a comprendere le vite che stanno conducendo i figli, poi a sua volta capisce che anche sul piano dei rapporti con il defunto marito qualcosa le é rimasto negato per non aver mai osato più di tanto. Nella grande casa ora le varie crisi si ricompongono,e il nucleo familiare può riprendere la vita di tutti i giorni.

Valutazione Pastorale

Sembra quasi che, dopo aver diretto il film tratto dal maggior successo editoriale degli ultimi anni, "Va' dove ti porta il cuore" di Susanna Tamaro, Cristina Comencini sia in qualche modo rimasta legata a quelle pagine e ne abbia voluto prolungare la vita. Portandosi dietro da quella esperienza le due interpreti principali Virna Lisi e Margherita Buy, la Comencini scrive da sola e sceneggia con altre mani femminili nuove situazioni che osservano lo stato di salute del nucleo familiare italiano all'aprirsi del terzo millennio. Il rapporto tra generazioni é la linea portante del copione: da nonna Irene ai figli ai nipoti più grandicelli per finire con Chiara, la piccola, alla quale nel giorno della festa viene regalata una cinepresa ultimo modello che lei subito utilizza, convinta di riprendere la realtà, mentre entra in pieno nel terreno della finzione. Chiara, che racconta con voce f.c., é proiezione autobiografica di Cristina, figlia di Luigi? Probabile. Il racconto é burocraticamente impeccabile. Tutti i casi possibili accadono e sono presentati, con quello che si portano dietro: imbarazzo, paura, vergogna, rimorso, rifiuto, accoglienza, sorpresa, cinismo, calore, perdono. La famiglia come istituzione barcolla ma non cade. La regista non vuole offrire soluzioni a favore o contro, ma non può evitare di cadere troppo spesso nella dimensione un po' snobistica di chi vive questi problemi perchè non ne ha altri e li esaspera sotto una lente squisitamente intellettuale-letteraria. Argomenti legittimi, dunque, e con indubbi riscontri nella realtà quotidiana, tuttavia risolti con qualche compiacimento che, dal punto di vista pastorale, rende il film discutibile, e in ogni caso problematico e adatto a dibattiti.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e, più utilmente, in occasioni più mirate come avvio ad una riflessione sui temi che suggerisce e che riguardano l'ampio argomento "famiglia". Qualche attenzione é da tenere verso i minori in occasione di passaggi televisivi.

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