IL PUGILE DEL DUCE

Valutazione
Consigliabile, Realistico, dibattiti **
Tematica
Politica-Società, Razzismo, Sport, Storia
Genere
Documentario
Regia
Tony Saccucci
Durata
65'
Anno di uscita
2017
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Istituto Luce Cinecittà
Musiche
Alessandro Gwiss, Riccardo Manzi
Montaggio
Chiara Ronchini

Orig.: Italia (2017) - Sogg. e scenegg.: Tony Saccucci liberamente tratti dal libro "Nero di Roma" di Mauro Valeri - Fotogr.(Panoramica/b&n, a col.): Sabrina Varani - Mus.: Alessandro Gwiss, Riccardo Manzi (sigla finale "Leone" di Diamante e Sandal) - Montagg.: Chiara Ronchini - Dur.: 65' - Produz.: Istituto Luce Cinecittà.

Interpreti e ruoli

Mauro Valeri (biografo di Leone Jacovacci), Nicole Jacovacci (figlia di Leone), Patrizio Sumbu Kalambay - Voce narrante: Angelo Nicotra - Voci: Ezio Conenna, Simone Crisari (pugile), Sergio Lucchetti. (già campione del mondo dei pesi medi)

Soggetto

La sera del 24 giugno 1928, allo Stadio Nazionale di Roma, quasi 40mila spettori assistono all'incontro il cui vincitore si laurea Campione europeo dei pesi medi. Lo vince Leone Jacovacci ma di quella vittoria sarà affondata nel silenzio...

Valutazione Pastorale

Leone Jacovacci, nato nel 1902, è figlio di un bianco e di madre africana. Diventa un pugile tecnicamente perfetto, agile, intelligente, potente. Forse troppo, perché impiega quattro anni di snervanti cavilli politico-burocratici per poter essere riconosciuto come 'italiano' e quell'incontro del 1928 fu cancellato dall'archivio del LUCE. Eppure il grande merito di Tony Saccucci (al primo documentario), è quello di aver operato una paziente, ostinata ricerca proprio nei tanto vituperati archivi del LUCE che, a distanza di 90 anni, sono in grado di restituire storie preziose come questa. bisogna sfidare l'onesta dello spettatore e chiedere quanti avevano mai sentito nominare Jacovacci prima di questa fortunata circostsnza. E' vero, c'è molta letteratura (e cinema, immagini) su Primo Carnera, ma niente su Leone, atleta di indiscusso valore, costretto all'anonimato in quanto 'italiano di colore'. Un bel lavoro contro il razzismo. non c'è dubbio, merito non secondario da attribuire a Mauro Valeri, che di Jacovacci è stato costante e infaticabile biografo. Ma soprattutto un lavoro che riapre (finalmente) una riflessione sull'importanza del documento, della possibilità di fare ricerca per ricostruire la Storia, la tenacia di scavare, esaminare, confrontare, senza arrendersi a soluzioni preconcette e pedinare fino all'impossibile la ricerca della verità. Finalmente questo lavoro restituisce a Jacovacci quello che l'Italia non gli ha mai regalato e lascia il segno sui vuoi ancora da colmare nelle pieghe di una storia che ognuno sembra costruire a proprio piacimento. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, realistico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in molte successive occasioni (ad aprile uscirà il dvd) come avvio ad una riflessione sul rapporto, difficile e complicato, tra Storia, immagini, uso degli archivi.

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