IL TEMPO DELL’AMORE

Valutazione
Accettabile-riserve, Problematico, dibattiti**
Tematica
Solidarietà-Amore
Genere
Drammatico
Regia
Giacomo Campiotti
Durata
Anno di uscita
2000
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Istituto Luce
Soggetto e Sceneggiatura
Giacomo Campiotti, Alexander Adabachian Giacomo Campiotti
Musiche
Giuseppe D'Onghia
Montaggio
Roberto Missiroli

Orig.: Italia (1999) - Sogg.: Giacomo Campiotti - Scenegg.: Giacomo Campiotti, Alexander Adabachian - Fotogr.(Scope/a colori): Blasco Giurato - Mus.: Giuseppe D'Onghia - Montagg.: Roberto Missiroli - Dur.:108' - Produz.: Massimo Ferrero, Leo Pescarolo.

Interpreti e ruoli

Juliet Aubrey . (Martha), Ciaran Hinds (Peter), Natacha Regnier (Claire), Natalia Piatti (Naty), Ignazio Oliva (Gabriel), Caroline Carver (Anne), Tam Williams (Thomas), Giuseppe Faraso (Giuseppe), Lino Capolicchio (il dottore), Rossana Fracassini (infermiera Lucia), Sandrine Dumas (la madre di Naty)

Soggetto

Alla fine dell'Ottocento Martha, giovane infermiera, arriva in Africa coloniale e raggiunge il fratello ufficiale dell'esercito. La vita ritirata della ragazza é sconvolta dall'incontro con il soldato Peter. La differenza di classe impedisce ai due di far maturare il loro amore. Durante un'azione Peter abbandona i compagni e, in seguito, viene condannato per diserzione. Martha gli scrive, e aspetta delle risposte. Quando scopre che il fratello nascondeva le lettere, rompe gli indugi e corre tra le braccia di Peter. Tra le braccia uno dell'altro sono anche Claire e Gabriel. Siamo nella Parigi della seconda guerra mondiale, lei é una musicista francese, lui un suo collega russo. La loro passione non può fare affidamento sulle parole. Nel tentativo di capirsi, sorgono incomprensioni. La diffidenza esplode quando Gabriel rimane gravemente ferito in un incidente ed é portato all'ospedale. In coma, in una stanza d'ospedale, c'é anche il giovane Giuseppe. Siamo ora in Italia, oggi, a Torino. Naty, un'adolescente della stessa scuola, comincia ad andarlo a trovare tutti i giorni. Gli parla, gli racconta piccoli fatti insignificanti, gli fa ascoltare musica cercando di fare qualcosa per risvegliarlo. Ma la famiglia di Naty é in procinto di trasferirsi a Roma, e la ragazzina deve allontanarsi. Quando sta per partire, sente l'impulso di tornare in ospedale. Qui vede Giuseppe uscito dal coma e circondato dagli amici. I loro occhi si incrociano da lontano. Come quelli che legano Martha e Peter.

Valutazione Pastorale

I tre episodi sono strutturati attraverso un percorso che segue il dipanarsi delle stagioni: primavera per il primo, estate e autunno per il secondo, inverno per il terzo. Con un ciclico ritorno al primo. "Avevo bisogno - ha detto Campiotti- di raccontare qualcosa in cui tutti potessero ritrovarsi, e l'amore é senza tempo, ci assomiglia sempre. Ad esempio la storia tra Martha e Peter é basata sul rapporto fra mia nonna e mio nonno che stava al fronte".In effetti il film é costruito come una sinfonia musicale, un adagio che cresce e poi torna all'inizio: un grafico dei sentimenti che lega le vicende d'amore attualizzandole in forma di poesia. Dal tema centrale dell'amore ne discendono almeno altri due ugualmente importanti: il rapporto amore/dolore, la comunicazione. Vuole dire l'autore che l'amore travalica l'esperienza razionale e si proietta in una dimensione al di là delle barriere. Punteggiato da notazioni ed elementi interessanti (l'inizio con il Cantico dei Cantici, i riferimenti alle ragioni del cuore di Pascal, l'amore come dono di sé agli altri), il film, pur tra qualche scompenso, é diretto con partecipazione e va a toccare la parte nascosta di ciascuno di noi, laddove ragione e sentimento cercano un punto di incontro. Dal punto di vista pastorale, il film, con qualche riserva per momenti meno risolti, é da valutare come positivo, accettabile, problematico, da consigliare per dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria. Da proporre anche come film italiano dal taglio universale, ben costruito e ben interpretato.

Le altre valutazioni

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