IL VERDETTO DELLA PAURA *

Valutazione
Discutibile, Ambiguità
Tematica
Giustizia
Genere
Thrilling
Regia
Heywood Gould
Durata
102'
Anno di uscita
1994
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
TRIAL BY JURY
Distribuzione
Artisti Associati
Soggetto e Sceneggiatura
Jordan Katz, Heywood Gould
Musiche
Terence Blanchard
Montaggio
Joel Goodman

Sogg. e Scenegg.: Jordan Katz, Heywood Gould - Fotogr.: (panoramica/a colori) Frederick Elmes - Mus.: Terence Blanchard - Montagg.: Joel Goodman - Dur.: 102' - Produz.: James G.Robinson, Chris Meledandri, Mark Gordon

Interpreti e ruoli

Joanne Whalley-Kilmer (Valerie Alston), Armand Assante (Rusty Pirone), William Hurt (Tommy Vesey), Gabriel Byrne (Daniel Graham), Kathleen Quinlan, Margaret Whitton, Ed Lauter, Bryan Shilowich

Soggetto

negli Stati Uniti, dopo l'uccisione di un testimone da parte di alcuni sicari, si apre il processo al mafioso Rusty Pirone, accusato, come esecutore o mandante, di undici omicidi. Valerie Alston, una giovane donna separata e con un figlio, è nominata membro della giuria popolare, e impressiona tutti per la sua rettitudine. Pirone decide di usarla per incrinare la compattezza dei giurati; le fa rapire temporaneamente il figlio Robbie; la fa minacciare da Tommy Vesey, un ex poliziotto alle sue dipendenze. Invano Valerie porta Robbie in campagna dal nonno. Vesey la invita a non far scherzi, e Pirone, per piegarla, si introduce nottetempo in casa di lei e ne abusa. Terrorizzata, la donna finisce per opporre il suo veto all'unanimità del verdetto, che sarebbe per la condanna del mafioso, anche perché il pubblico accusatore, Daniel Graham, ha ricattato lo zio di Pirone, Verona, minacciandolo di fornire alle televisioni delle prove filmate in carcere, della sua omosessualità. Prosciolto per mancanza di unanimità, Pirone gode il suo trionfo mentre Vesey tenta di consolare Valerie, per la quale nutre simpatia. Ma Graham non si dà pace, e controllando i giurati scopre Valerie in compagnia del rapitore del figlio. La donna mente dicendo che è il suo amante, e quando Graham la invita a cena rifiuta di ammettere qualsiasi addebito. Pirone, informato del loro incontro, manda Velsey ad investigare, e poi incarica Wanda e i suoi scagnozzi di eliminare la donna, che viene rapita. Velsey la salva, uccidendo i sicari, ma resta ucciso a sua volta. Con il punteruolo di Wanda nella borsetta, la donna si reca nel rifugio segreto di Pirone fuori città dove il boss, in parte sedotto, in parte terrorizzato dall'ultima testimone a suo carico, tenta di strangolarla: lei, per difendersi, lo uccide col punteruolo. A Graham confessa di aver subito minacce, ma che ora tutto è sistemato.

Valutazione Pastorale

la sistematica e strafottente violazione della legalità processuale è esibita in questo film, un po' con l'occhio alla critica di costume, un po' a quello del thriller a sensazione. La vittima delle oscure e diaboliche minacce di un perfido individuo viene veramente spogliata della sua onestà e della sua volontà. È una vera espropriazione indebita, una violenza fisica su una persona innocente e di buoni sentimenti. Il tutto, sia pur presentato non certo come esempio da seguire, sa tuttavia del solito compiacimento con cui vengono presentate le storie torbide, ambigue, dove il male rappresentato ha sempre un fascino notevole anche se alla fine il cattivo oppressore viene punito. Copione non trascendentale, con molte scene crude, come quella della violenza notturna alla testimone, col processato che non solo irride tutte le misure di protezione, ma giunge a violentare la giurata, a riprova di un sistema dove tutto è corruttibile, a partire dal sistema poliziesco, e dove anche il giudice istruttore non esita a ricattare, per vendetta personale, come egli stesso ammette, un parente stretto dell'accusato per incastrarlo. Si tratta di un discorso fondamentalmente ambiguo, visto che, al tirar delle somme, la giustizia proviene in sostanza dal solito atto di forza di un individuo che è costretto a scavalcare la legge.

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