IL VOTO E’ SEGRETO

Valutazione
Accettabile, problematico**
Tematica
Donna, Politica-Società, Povertà-Emarginazione
Genere
Metafora
Regia
Babak Payami
Durata
105'
Anno di uscita
2001
Nazionalità
Canada, Iran, Italia, Svizzera
Titolo Originale
Raye makhfi
Distribuzione
Istituto Luce
Musiche
Michael Galasso
Montaggio
Babak Karimi

Orig.: Italia/Iran/Canada/Svizzera (2001) - Sogg. e scenegg.: Babak Payami - Fotogr.(Panoramica/a colori): Farzad Jodat - Mus.: Michael Galasso - Montagg.: Babak Karimi - Dur.: 105' - Produz.: Marco Muller, Babak Payami.

Soggetto

Un soldato di guardia in una postazione lungo una spiaggia deserta si alza, comincia il proprio turno di servizio e, poco dopo, vede un'urna elettorale paracadutata dal cielo. Quindi dal battello scende sull'isola sperduta uan giovane donna. Il soldato si meraviglia: la donna é il funzionario del governo, responsabile del seggio mobile e incaricata di far votare i cittadini su quell'isola lontana. Suo malgrado, il soldato viene coinvolto nell'avventura elettorale. Per ordini dei superiori, fa salire la donna sulla jeep e insieme partono attraverso strade sterrate e polverose. La donna si ferma, avvicina singole persone, gruppi, famiglie, uomini che camminano, che pregano: a tutti cerca di spiegare qual'é il suo compito, e perchè è importante che loro esercito il diritto di voto. Tappa dopo tappa, la donna entra così in contatto con realtà precarie e difficili: le obiezioni più frequenti sono che Dio pensa a tutto, se può essere aggiunto come candidato, se é sicuro che dopo si otterrà la tale cosa. In un gruppo di donne, una ragazzina di 12 anni ha già l'età per sposarsi, ma non quella per votare: come mai? Un ambulante le chiede di comprare qualcosa in cambio del voto. Poi va a far votare un gruppo di uomini riuniti per una cerimonia funebre: sono sanniti e lei, come donna, non può essere ammessa. Quando il giro è finito, si è fatto tardi e il battello non arriva. Il soldato vota, e le dice che vota per lei. Arriva un arero e la donna sale. Il soldato e il suo commilitone sono di nuovo soli davanti al mare.

Valutazione Pastorale

Poco dopo l'inizio, il copione diventa una sorta di "road-movie", un itinerario di ricerca durante il quale i due protagonisti (la funzionaria e il soldato), oltre a dover superare una sorta di diffidenza reciproca, fanno i conti con problemi duri e molto ostici: ignoranza, indifferenza, chiusure di tipo religioso, incapacità di aprirsi alla presenza femnminile e soprattutto la convinzione che la vita quotidiana presenta problemi ben più gravi che non quello di esprimere un voto su un pezzo di carta. Non si può non pensare ad un riferimento diretto alla Nazione (l'Iran) in cui il film è ambientato. Ma il regista Payami smentisce: "...non é un film sul sistema elettorale iraniano, né tanto meno su quello di qualunque altro Paese...non vuole essere realista, é piuttosto una commedia dell'assurdo che descrive le elezioni nella realtà contemporanea...si tratta della rappresentazione surreale e satirica di un tema sociopolitico...so bene che riforme sociali in Iran sono una questione scottante; per questo la dimensione comica mi ha aiutato a esprimermi più liberamente...". Sono notazioni di indubbio interesse, che da un lato tendono a nascondere il timore legato ad una denuncia troppo diretta verso il regime in carica; dall'altro motivano il modo ampio e vigoroso con cui sono affrontati gli argomenti. In effetti la pulizia estrema del racconto, la forza asciutta delle immagini sono in grado di far arrivare a qualunque spettatore il senso degli interrogativi che aleggiano lungo il "viaggio": quale democrazia, quale rapporto con la cultura e con le tradizioni, quale punto di incontro tra valori ideali e necessità concrete. Temi che il film affronta, restando quasi elementare nello stile, in realtà costruito con modi quasi da favola. Film positivo, dunque, da valutare, dal punto di vista pastorale, come accettabile, e problematico per i molti spunti che propone. Presentato in concorso a Venezia 2000, ha ricevuto il Gran Premio Speciale della giuria dell'OCIC. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria. Da recuperare in molte occasioni, per gli argomenti di attualità che propone, anche in una dimensione didattica e scolastica, e proprio per il suo stile di immediata comprensione.

Le altre valutazioni

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