IN ANOTHER COUNTRY

Valutazione
Consigliabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Cinema nel cinema, Donna, Matrimonio - coppia, Metafore del nostro tempo
Genere
Commedia
Regia
Hong Sang Soo
Durata
89'
Anno di uscita
2013
Nazionalità
Corea del Sud
Titolo Originale
Da Reun Na Ra E Suh
Distribuzione
Tucker Film/Teodora
Musiche
Jeong Yong Jin
Montaggio
Hahm Sung Won

Orig.: Corea del Sud (2012) - Sogg. e sceneg.: Hong Sang Soo - Fotogr.(Normale/a colori): Park Hong Yeol, Jee Yune Jeong - Mus.: Jeong Yong Jin - Montagg.: Hahm Sung Won - Dur.: 89' - Produz.: Jeonwonsa Film Co.

Interpreti e ruoli

Isabelle Huppert (Anne), Yu Jun Sang (bagnino), Jung Yu Mi (Wonju), Youn You lung (Park Sook), Moon So-ri (Kumhee)

Soggetto

Una studentessa di cinema e la madre arrivano nella piccola Mohang (Sud Corea), in riva al mare. In quel luogo isolato e un po' anonimo, la ragazza ben presto si annoia e comincia ad inventarsi alcuni raccontini che prendono subito la forma di una sceneggiatura. Sono tre storie, ambientate nello stessa località di mare, con al centro una francese, Anne. In tre differenti circostanze, la donna, ospite di una famiglia locale, incontra un bagnino aitante ma decisamente impacciato. La presenza di quest'uomo spiazza del tutto i programmi di Anne, incerta se lasciarsi andare o no alla simpatia che l'uomo ispira. Conclusosi l'ultimo incontro, la giovane sceneggiatrice dell'inizio resta a rileggere i testi scritti.

Valutazione Pastorale

Hang Sang Soo nasce nel 1960, studia cinema in Sud Corea, Los Angeles e Chicago e trascorre alcuni mesi a Parigi per studiare alla Cinematèque Francaise. Il suo primo LM è del 1996, cui fa seguito un'altra decina di lavori, molti dei quali presentati ai Festival con notevoli apprezzamenti. "In another country" segue lo stesso percorso, provenienza Cannes 2012. Lo spunto narrativo è leggero, morbido, impalpabile: la ragazza che in vacanza si mette a scrivere di cinema esce direttamente da Truffaut. Ma tono, atmosfere, sensazioni rimandano uno scenario nuovo. Isabelle Huppert conduce la danza nelle delicate scansioni delle tre piccole vicende. Scatta qualcosa di simile alla Jeanne Moreau de "A Lady in Paris": un'attrice affronta la realtà e la governa nella finzione. La vita, le sue sensazioni, i fremiti, i dispiaceri e le gioie si srotolano lungo quella spiaggia solitaria, in un paesaggio impenetrabile e dolcissimo. Enigmatica e provocatoria, Anne/Isabelle innesca una ronde amorosa di irresistibile singolarità. Luogo di incontri culturali, di scambio di impressioni, di tentativo generoso di parlare e capirsi, il piccolo paese rimanda un senso di affettività creativa dolce e garbata: fino a toccare punte di semplici note espressive nell'uso vintage di zoom alla maniera del Rohmer anni Sessanta. Con uno stile piano, da acuto indagatore, da entomologo dei sentimenti, il regista osserva ciò che succede e insieme lascia libertà di muoversi, senza togliere spazio. Si respira aria nuova, di un cinema libero da effetti speciali e da 3D, capace di restituire verità alla finzione. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e, più utilmente, in situazioni mirate, come proposta di film d'autore fresco, ironico, intenso. Sul quale avviare riflessioni a proposito del tema cinema nel cinema e della capacità di entrare nell'anima dei protagonisti. Attenzione è da tenere per minori e piccoli in vista di passaggi televisvi o di uso di dvd e di altri supporti tecnici.

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