IN TIME

Valutazione
Consigliabile, Problematico, Adatto per dibattiti
Tematica
Famiglia - genitori figli, Fantascienza, Libertà, Metafore del nostro tempo
Genere
Metafora
Regia
Andrew Niccol
Durata
109'
Anno di uscita
2012
Nazionalità
Stati Uniti
Distribuzione
Medusa Film
Musiche
Craig Armstrong
Montaggio
Zach Staenberg

Orig.: Stati Uniti (2011) - Sogg. e scenegg.: Andrew Niccol - Fotogr.(Scope/a colori): Roger Deakins - Mus.: Craig Armstrong - Montagg.: Zach Staenberg - Dur.: 109' - Produz.: Marc Abraham, Eric Newman, Andrew Niccol.

Interpreti e ruoli

Justin Timberlake (Will Salas), Amanda Seyfried . (Sylvia Weis), Cillian Murphy (Raymond Leon), Vincent Kartheiser (Philippe Weis), Olivia Wilde (Rachel Salas), Alex Pettyfer (Fortis), Johnny Galecki (Borel), Matt Bomer (Henry Hamilton), Jesse Lee Soffer (Webb), Aaron Perilo (Bell), William Peitz (Pierre), Michael William Freeman (Nardin), Shylon Oostwald (Maya), Rachel Roberts (Carrera)

Soggetto

In un prossimo futuro le persone possono vivere solo fino a 25 anni. Dopo, grazie allo sviluppo tecnologico, ciascuno è costretto a pagare il tempo che vuole ancora trascorrere sulla Terra. Un giorno Will Salas viene accusato di avere ucciso un uomo per impossessarsi del suo ricco bottino di tempo. Ricercato dal poliziotto Raymond, Will rapisce Sylvia, figlia di un magnate, e insieme rapinano la banca dell'uomo e portano via il tesoro di un milione di anni, che viene messo a disposizione di tutti...

Valutazione Pastorale

Autore del copione di "The Truman Show", autore e regista di "Gattaca" e "S1m0ne", Andrew Niccol si ripropone nella doppia veste con un racconto che parte da uno scenario di fantascienza e facilmente sconfina nella metafora. Il denaro come unica moneta di scambio per la sopravvivenza delinea le premesse di uno scontro che tocca drammi di taglio classico (tra padri e figli, tra bene e male, tra ordine obbligatorio e ribellione...) e insieme non rinuncia a proporre la costruzione di una prospettiva filofosico morale: il tempo alla fine viene rimesso a disposizione di tutti ma la soluzione positiva non elimina l'incertezza sul futuro. Tornati padroni delle proprie scelte, uomini e donne in quale direzione andranno? L'amore resterà l'unico antidoto all'odio? Anche stavolta Niccol inclina più per il versante poetico-esistenziale che non di rivendicazione sociale, e la coppia Will/Sylvia conserva l'alone romantico di un a sorta di Bonny/Clyde del Terzo Millennio. Irrisolto e visionario, il film, dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in successive occasioni come avvio alla riflessione sui molto temi che suscita, tra realtà e fantasy. Meno adatto per minori e piccoli.

Le altre valutazioni

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