INCANTESIMO NAPOLETANO

Valutazione
Accettabile-riserve, brillante
Tematica
Famiglia - genitori figli, Politica-Società, Psicologia
Genere
Grottesco
Regia
Paolo Genovese e Luca Miniero
Durata
90'
Anno di uscita
2002
Nazionalità
Italia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Lucky Red Distribuzione
Musiche
Enzo Avitabile, Rocco De Rosa, Tom Sinatra
Montaggio
Paola Freddi

Orig.: Italia (2001) - Sogg. e scenegg.: Paolo Genovese e Luca Miniero - Fotogr.(Panoramica/a colori): Andrea Locatelli - Mus.: Enzo Avitabile, Rocco De Rosa, Tom Sinatra - Montagg.: Paola Freddi - Dur.: 90' - Produz.: Gianluca Arcopinto, Andrea Occhipinti, Amedeo Pagani - VIETATO AI MINORI DI 14 ANNI.

Interpreti e ruoli

Marina Confalone (Patrizia), Gianni Ferreri (Gianni), Clelia Bernacchi (Assunta a 80 anni), Serena Improta (Assunta a 20 anni), Chiara Papa (Assunta a 10 anni), Tonino Taiuti (Tonino), Riccardo Zinna (Riccardo), Lello Giulivo (Ciro), Lucianna De Falco (Renata), Danny Zullino . (marito di Renata)

Soggetto

In una famiglia di napoletani veraci (lui, Gianni, ha un banco di pesce), nasce una bambina che, quando comincia a parlare, tra lo sgomento generale si esprime in dialetto milanese. Lo sconcerto aumenta quando Assuntina (nome scelto non a caso), seduta a tavola con i genitori, rifiuta le pietanze tradizionali cucinate dalla madre per cibarsi solo di risotto alla milanese. Di ragù e pastiera meglio non parlarne. Visti inutile ogni tenativo di farle cambiare idea, i genitori pensano di poterla guarire, procurandole uno choc improvviso. La spediscono allora per un periodo a Torre Annunziata a casa di parenti, convinti che la forte atmosfera del posto la farà rinsavire. Quando torna, Assuntina, che ormai è una ragazza, informa i genitori di essere incinta, non avendo però ben individuato il padre. Disperato, Gianni, il padre di lei, si chiude in casa, si mette a letto e non dà segni di vita. Rimane fermo, fino a quando non nasce il bambino di Assuntina. Parlerà napoletano o milanese?

Valutazione Pastorale

I due registi, esordienti, hanno costruito la storia sulla base di un necrologio letto su un quotidiano: si diceva della scomparsa di una certa Assunta Aiello in Brambilla, venuta a mancare a Milano, con il pensiero rivolto alla sua città natale, Napoli. Lo spunto, quindi, è certamente simpatico e azzeccato. Lo sconcerto di assistere ad una inattesa e inspiegabile mutazione di tipo 'linguistico' e l'incapacità di accettare quella novità rappresentano due pretesti narrativi che rimandano al tema, quanto mai attuale, della 'diversità', dell' "altro", del non gradito; e alle difficoltà per farsene una ragione e accettare la convivenza. Questo nucleo centrale è inoltre corredato e arricchito da gustose notazioni di contorno, che scaturiscono dal proporre la narrazione sotto forma di testimonianze 'dette' dai testimoni dei fatti, oltre ai genitori. La storia corre abbastanza equilibrata sul versante del paradosso e dell'ironia, facendo emergere vizi e virtù di tante facce e personaggi della provincia italiana. I momenti sopra le righe (che hanno indotto al divieto ai 14 anni) sono dovuti alla presenza intercalata di una coppia amica dei protagonisti, che parla allo spettatore mentre é intenta ad un difficile approccio amoroso. Precisato questo, ed espresse riserve, il film è per il resto, dal punto di vista pastorale, da valutare come accettabile, e nell'insieme brillante. UTILIZZAZIONE: tenendo presente il divieto, il film é da utilizzare in programmazione ordinaria, e da recuperare come esempio di commedia italiana abbastanza felice e ben riuscita.

Le altre valutazioni

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