INCONTRI PROIBITI

Valutazione
Futile, Grossolanità
Tematica
Genere
Commedia
Regia
Alberto Sordi
Durata
98'
Anno di uscita
1998
Nazionalità
Italia
Distribuzione
Filmauro
Musiche
Piero Piccioni
Montaggio
Tatiana Casini Moriggi

Sogg. e Scenegg. Alberto Sordi, Rodolfo Sonego - Fotogr.: (Panoramica/a colori) Armando Nannuzzi - Mus.: Piero Piccioni - Montagg.: Tatiana Casini Moriggi- Dur.: 98' - Pro- duz.: Filmauro, Aurelia Cinematografica

Interpreti e ruoli

Alberto Sordi (Armando Andreoli), Valeria Marini (Federica Pescatore), Franca Faldini (Alessandra Andreoli), Enrico Bertolino (Gior- gio), Enzo Robutti (padre di Federica), Gloria Coco (madre di Federica), Franco Fantasia (Attilio Velardi), Gisella Sofio, Julio Cesar De La Fuente, Margherita Simoni, Valentino Macchi, Alicia Vaccarini, Liliana Gimenez, Michel Leroy

Soggetto

Alla stazione Termini, in procinto di partire per un convegno a Bologna, Armando Andreoli, noto ingegnere di quasi 80 anni, viene avvicinato da Federica, avvenente ragazza infermiera all'ospedale Santo Spirito. A Bologna, Armando si trova all'improvviso senza albergo, e Federica lo invita nel suo. Al mattino, nella stanza arriva Giorgio, il fidanzato di Federica, che sospetta una relazione mai esistita. Tornato a Roma, Armando racconta tutto alla moglie Alessandra, donna ricca impegnata nelle opere di aiuto al Terzo mondo. Dopo alcuni giorni, Federica si rifà viva. Inizia cosi una serie di incontri via via più assurdi e complicati. Federica invita Armando ad un pranzo con i suoi genitori, facendo intravedere la possibilità di qualche impegno più serio. Tornata dall'Africa, Alessandra capisce che Armando è innamorato di Federica e si separa da lui. Ma Armando è ormai spaventato dalla presenza ossessiva di Federica, e decide di non incontrarla mai più. Tempo dopo, apprende che si è sposata con il padre del suo ex-fidanzato, un avventuriero con il quale è andata in Sud America. Armando li immagina su una nave, e insieme rivede se stesso alla scuola di Tango, dove Federica lo aveva conquistato.

Valutazione Pastorale

Nonostante l'imbarazzante esito di "Nestore l'ultima corsa" (1994), l'Albertone nazionale insiste nel volersi dirigere e nel prolungare una galleria di personaggi sempre più uguali e quindi 'sbagliati' (perché l'età e il clima sono diversi) rispetto a quelli del periodo d'oro della commedia italiana. Incentrato sulla figura dell'anziano, il film dovrebbe far sorridere e insieme pensare sulle problematiche legate alla terza età, soprattutto nell'ambito dei sentimenti e delle loro pratiche possibilità di realizzazione. Per quanto non gli si possa negare sincerità di intenti, il film è inesorabilmente frenato da una prolungata sciatteria tecnica (che si tramuta in un ritmo bloccato e quindi poco brillante della storia) e dalla mancanza di scelte precise: si ride poco, si sorride un po', si rimane indifferenti più spesso. La commedia ha un andamento confuso, ora grottesco, ora ripetitivo, ora amaro. Ma, nel complesso, il film non regge, e Sordi resta il monumento di se stesso. Dal punto di vista pastorale, tutto questo si traduce in una valutazione che mette in luce la futilità sostanziale del film, punteggiata da qualche grossolanità. Utilizzazione: il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e, in seguito, recuperato nei vari 'ritratti' da dedicare ad Alberto Sordi, e per la presenza, accanto a lui, in tono 'provocatorio', della televisiva Valeria Marini.

Le altre valutazioni

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