INSTINCT-ISTINTO PRIMORDIALE

Valutazione
Accettabile, Problematico, dibattiti
Tematica
Giustizia, Libertà, Metafore del nostro tempo
Genere
Metafora
Regia
Jon Turteltaub
Durata
125'
Anno di uscita
1999
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Instinct
Distribuzione
Buena Vista International Italia
Musiche
Danny Elfman
Montaggio
Richard Francis

Orig.: Stati Uniti (1999) - Sogg. e scenegg.: Gerald DiPego - Fotogr.(Scope/a colori): Philippe Rousselot - Mus.: Danny Elfman - Montagg.: Richard Francis-Bruce - Dur.: 125' - Produz.: Michael Taylor, Barbara Boyle.

Interpreti e ruoli

Anthony Hopkins (Ethan Powell), Cuba Gooding Jr. (Theo Caulder), (Ben Hillard), Donald Sutherland (dott.Murray), George Dzundza (Lynn Powell), Maura Tierney

Soggetto

Ethan Powell, un affermato naturalista, é rinchiuso nel manicomio criminale dell'università di Miami, reparto di psichiatria, accusato di una serie di efferati omicidi. Powell ha scelto di vivere in un silenzio che nessuno riesce a scalfire. Il caso viene allora affidato ad un giovane psichiatra dai modi svelti e pratici, Theo Caulder. Questi comincia ad avere incontri quotidiani con il paziente, a sollecitarlo e stuzzicarlo fino a provocare finalmente alcune reazioni. Ma Ethan, nel momento in cui comincia a parlare non intende rimanere in posizione passiva: anzi contrattacca e cerca di mettere in difficoltà Theo. In una occasione, in palestra, a causa di Ethan scoppia una rissa. Il direttore del reparto allora invita Theo a lasciare l'incarico. Ma lo psichiatra coinvolge Lynn, la figlia di Ethan. La verità si avvicina. Ethan ora può riandare con la memoria al periodo trascorso in Ruanda, quando i cacciatori assaltarono i gorilla, con i quali viveva, e lui, per reazione, li uccise tutti con brutalità. La confessione rende Ethan più calmo, ed ora, con maggiore serenità, può affrontare il processo.

Valutazione Pastorale

All'origine c'é un romanzo costruito sul dialogo tra un uomo e un gorilla e centrato sul rapporto tra la natura incontaminata e quella sorta di surrogato che é la società 'civilizzata'. Ritorna insomma la contrapposizione tra una primitività che si suppone autentica e una vita urbana che si dichiara costruita su ipocrisie e comportamenti da evitare. Argomento certo non nuovo ma sempre attuale, al quale qui si aggiunge anche quello della gestione del potere e della libertà soffocata da modi burocratici e oppressivi.Sia pure dunque con un po' di manicheismo e con qualche passaggio prevedibile e di facile commozione, il film si segue con interesse, é ben interpretato e tiene sempre sveglia l'attenzione. Positiva la figura dello psichiatra, come in genere tutta la storia, che si muove sul filo della denuncia, fino ad assumere un tono metaforico di situazioni più ampie e generali. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come accettabile, problematico e da suggerire per dibattiti. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria e da recuperare in occasioni mirate come avvio alla riflessione sui temi indicati.

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