JOY

Valutazione
Consigliabile, Problematico, dibattiti *
Tematica
Donna, Famiglia, Famiglia - fratelli sorelle, Famiglia - genitori figli, Lavoro
Genere
Commedia
Regia
David O. Russell
Durata
124'
Anno di uscita
2016
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Joy
Distribuzione
20th Century Fox Italia
Soggetto e Sceneggiatura
David 0. Russell, Annie Mumolo Annie Mumolo
Musiche
West Dylan Thordson, David Campbell
Montaggio
Alan Baumgarten, Jay Cassidy, Tom Cross, Christopher Tellefsen

Orig.: Stati Uniti (2015) - Sogg.: Annie Mumolo - Scenegg.: David 0. Russell, Annie Mumolo - Fotogr.(Panoramica/a colori): Linus Sandgren - Mus.: West Dylan Thordson, David Campbell - Montagg.: Alan Baumgarten, Jay Cassidy, Tom Cross, Christopher Tellefsen - Dur.: 124' - Produz.: John Davis, Ken Mok, Megan Ellison, Jonathan Gordon, David O. Russell - GOLDEN GLOBE 2016 A JENNIFER LAWRENCE COME MIGLIORE ATTRICE (CATEGORIA COMMEDIA/MUSICAL) - JENNIFER LAWRENCE CANDIDATA ALL'OSCAR 2016 COME MIGLIORE ATTRICE PROTAGONISTA.

Interpreti e ruoli

Jennifer Lawrence (Joy Mangano), Robert De Niro (Rudy), Bradley Cooper (Neil Walker), Edgar Ramirez (Tony), Isabella Rossellini (Trudy), Diane Ladd (nonna Mimi), Virginia Madsen (Terry), Dasha Polanco (Jackie), Elisabeth Rohm (Peggy), Susan Lucci (Danica), Laura Wright (Clarinda), Maurice Benard . (Ridge)

Soggetto

Joy Mangano cresce in una famiglia slegata e e imprevedibile. La sua passione di bambina per gli oggetti e le invenzioni si concretizza nella messa a punto di uno strumento, il mocho, utile per tutte le donne dentro casa. Grande successo iniziale, grande sconfitta subito dopo, quindi delusione, inganno, tradimento, capacità di reagire e di riprendersi...

Valutazione Pastorale

Non è la famiglia in cui cresce Joy a motivarne le reazioni, i suoi momenti di irritazione, le sue reazioni scomposte, ma a scompigliare le carte concorre anche il modo scelto per raccontare. Perché la voice over che quasi subito interviene, mette a nudo quello che diventerà il tema centrale: il rapporto passato/presente/futuro. Con acume e psicologia, Russell sintetizza il percorso del tempo, quello 'reale' e quello 'percepito' in una sorta di gabbia nella quale talvolta sembra che tutto sia immobile. Così va vista la scelta della mamma di Joy che 'vive' la vita dal televisore della propria stanza da letto, come un tempo unico, fisso e non variabile. Così appare agli occhi di Joy quel ripetersi delle cose tra illusioni, successo, crollo e necessità di ricominciare. Tutto sembra un invito a ripetere, a replicare, a non abbandonare, senza tuttavia qualcosa di veramente valido e motivante. Alla fine, il trionfo di Joy appare fin troppo 'facile' e 'prevedibile', e i suoi successi frutto di ostinata caparbietà sono il portato di un invidiabile segno di unità di intenti. Composito, smarrito, evasivo, il racconto è il segno di un periodare di Russell tra i residui dell'american dream, senza che i contorni ne alterino la sostanza. Quella famiglia variegata (marito, padri, madri, stranieri di vecchia e nuova generazione, sorelle...) è lo specchio di un'America che cresce (o si illude di farlo) nel segno di una inspiegabile continuità. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile/problematico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film può essere utilizzato in programmazione ordinaria e in successive circostanze come occasioni per un'ampia e variegata carrellata sulla cultura popolare americana, sui suoi miti, e le illusioni.

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