KAZAAM – IL GIGANTE RAP

Valutazione
Discutibile, ambiguità
Tematica
Genere
Fantastico
Regia
Paul M.Glaser
Durata
91'
Anno di uscita
1997
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
KAZAAM
Distribuzione
I.I.F.
Soggetto e Sceneggiatura
Paul M.Glaser
Musiche
Christopher Tyng
Montaggio
Michael E.Polakow

Sogg.: Paul M.Glaser - Sce-negg.: Christian Ford, Roger Soffer - Fotogr.: (Normale/a colori) Charles Minsky - Mus.: Christopher Tyng - Montagg.: Michael E.Polakow - Dur.: 91' - Produz.: Scott Kroopf, Paul M. Glaser, Bob Engelman

Interpreti e ruoli

Shaquille O’Neal (Kazaam), Francis Capra (Max Conner), Ally Walker (Alice Conner), James Acheson (Nick), John Costelloe (Travis), Marshall Manesh (Malik), Fawn Reed (Asia Moon), Joanne Hart, Brandon Durand, Wade J. Robson, Jak Glaser, Efren Ramirez, Jonathan Carrasco, Jesse Perez.

Soggetto

Un giorno Max Conner, dodicenne ragazzo di città, mentre cerca di sfuggire ad una banda di bulletti di quartiere, inciampa in una scatola, da cui emerge un enorme e potente genio di 3000 anni di nome Kazaam. Costui gli offre tre desideri, Max non crede all’offerta, però i due, dopo alcune disavventure passate insieme, diventano una coppia inseparabile. Max vive con la madre Alice, che è separata dal marito andato via quando il bambino aveva due anni, ed è ora di nuovo fidanzata. Max sembra sentirsi responsabi-le dell’abbandono del padre, e nella fantasia cerca di vivere il momento in cui lo incontrerà di nuovo, anche perchè non riesce a legare per niente con l’uomo che la madre ha intenzione di sposare. Max è incalzato da Kazaam che gli chiede di esprimere i suoi tre desideri, ma intanto il gigante comincia ad apprezzare alcuni lati della vita del 20° secolo, in particolare la musica rap. Proprio questa passione porta i due amici a contatto con strani ambienti musicali, all’interno dei quali Max inaspettatamente ritrova il padre, coinvol-to in brutti affari. Alla fine, quest’ultimo, dopo l’incendio dello studio, viene arrestato ma chiede al figlio una seconda occasione. Mentre Kazaam, non più genio, va via con una ragazza di cui si è innamorato, Max torna a casa dalla madre e dal suo fidanzato, che ora è disposto ad accettare come secondo padre.

Valutazione Pastorale

avendo come protagonisti un ragazzino di dodici anni e un genio buono, il film è nelle premesse destinato ad un pubblico di ragazzi. Molte perplessità però sorgono di fronte allo sviluppo del racconto, che è pieno di messaggi confusi, di situazioni poco chiare, di annotazioni sbrigative e superficiali. A rendere l’insieme discutibile, dal punto di vista pastorale, sono i modi e gli atteggiamenti del protagonista, presentato come arrogante e insoddisfatto, pretenzioso e scortese, che all’inizio ha il desiderio di ricomporre la propria famiglia ma alla fine risolve il rapporto col padre vero in una semplice amicizia e giustifica la presenza di un secondo padre a casa. Non mancano alcune intuizioni simpatiche, ma il clima generale è quel-lo dell’appiattimento di una situazione sull’altra con il conseguente insorge-re, sul piano etico, di molte ambiguità. Utilizzazione: per quanto detto sopra, il film risulta complessivamente sba-gliato e poco convincente, e non è comunque da consigliare per una utilizza-zione rivolta a ragazzi e ragazzini.

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