L’ OMICIDIO NELLA MENTE

Valutazione
Inaccettabile, farneticante
Tematica
Genere
Fantastico
Regia
Andrew Morahan
Durata
85'
Anno di uscita
1997
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
MURDER IN MIND
Distribuzione
Lucky Red
Soggetto e Sceneggiatura
Michael Cooney tratto dal lavoro teatrale di Michael Cooney
Musiche
Paul Buckmaster
Montaggio
Andrea Mac Arthur

Orig.: Stati Uniti - Sogg.: tratto dal lavoro teatrale di Michael Cooney - Scenegg.: Michael Cooney - Fotogr.(Normale/a colori): John Aronson - Mus.: Paul Buckmaster - Montagg.: Andrea Mac Arthur - Dur.: 85' - Produz.: Vicky Slotnick, Jeremy Paige - VIETATO AI MINORI DI ANNI DICIOTT0.

Interpreti e ruoli

Nigel Hawthorne (dottor Mark Ellis), Mary Louise Parker (Caroline Walker), Jimmy Smits (Peter Walker), Gallard Sartain (Charlie), Jason Scott Lee (detective Holloway), Art Metrano (giudice), Elizabeth Norment (dottor Beck), Jon Cedar, Ingo Neuhaus, Rob Labelle, Mitch Ward, Anne De Salvo, Jodi Long, Eric Cadora, Nicholas Cascone.

Soggetto

Peter Walker e il suo segretario Charlie vengono trovati assassinati nella casa del primo, mentre sua moglie Caroline si trova sconvolta al piano superiore, coperta di sangue e con un coltello in pugno. La donna viene portata al commissariato per l’interrogatorio, ma non riesce a ricordare niente dell’accaduto. Il detective Holloway propone di far visitare Caroline dal dottor Ellis, medico ipnoterapista, che usa tecniche di persuasione per far tornare la memoria. Ma a mano a mano che ci si avvicina agli elementi scatenanti del delitto, Caroline ricorda che Peter aveva progettato di ucciderla e lei lo aveva assassinato per legittima difesa. Oltre a questo, Caroline scopre che il dottor Ellis non è il medico disinteressato che sembrava all’inizio, anzi è proprio colui che sta falsificando i suoi ricordi per incolparla di un delitto non commesso. Il vero colpevole è il dottore stesso, che muore infine ucciso da un poliziotto. La storia torna all’inizio, Peter chiede a Caroline di sposarlo e lei dice che correrà il rischio di morire.

Valutazione Pastorale

si tratta di un film che vorrebbe proporsi come thriller ma diventa una sorta di fantastico, ibrido e mal riuscito. La storia è un guazzabuglio totale di confusioni, contraddizioni, illogicità. Ridicolo il tentativo di dare plausibilità pseudosceintifica alle teorie sulla cancellazione della memoria e sul suo ricominciare da zero. La violenza è usata a tinte forti solo per fare spettacolo e procurare paure fini a sé stesse. Dal punto di vista pastorale, il film ha aspetti pericolosi, perché può far pensare come possibili alcune forti manipolazioni genetiche, ed è quindi da considerare inaccettabile. UTILIZZAZIONE: il film è da escludere dalla programmazione ordinaria. Il modesto livello di realizzazione, unito ai negativi elementi contenutistici sopra indicati, ne sconsiglia l’utilizzazione anche in altri contesti.

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