LA BELLA DI MOSCA

Valutazione
Inconsistente, velleitario
Tematica
Donna, Politica-Società, Storia
Genere
Drammatico
Regia
Cesare Ferrario
Durata
105'
Anno di uscita
2001
Nazionalità
Italia, Russia
Titolo Originale
/////
Distribuzione
Medusa Film
Soggetto e Sceneggiatura
Cesare Ferrario, Victor Erofeev tratto dal romanzo di Victor Erofeev
Musiche
Rodolfo Matulic . Montagg.: Eugenio Alabiso, Gianfranco Amicucci
Montaggio
Eugenio Alabiso, Gianfranco Amicucci

Orig.: Italia/Russia (2001) - Sogg.: tratto dal romanzo di Victor Erofeev - Scenegg.: Cesare Ferrario, Victor Erofeev - Fotogr.(Panoramica/a colori): Sergio Rubini . Mus.: Rodolfo Matulic . Montagg.: Eugenio Alabiso, Gianfranco Amicucci - Dur.: 105' - Produz.: Tac Entertainment (Roma), Fora Film (Mosca) in collaborazione con Medusa Film.

Interpreti e ruoli

Ralitza Baleva (Irina Tarakanova), Igor Kostolewsky (Vladimir), Anna Molchanova (Xuscia), Ivana Monti (moglie di Vladimir), Angelo Maresca, Andrea Prodan, Tatiana Kabanova.

Soggetto

Tra la fine degli anni Settanta e gli inizi degli anni Ottanta, Irina Tarakanova, bellissima ragazza proveniente da una lontana città dell'Unione Sovietica, raggiunge Mosca. Ben presto, frequentando Victor, direttore generale della casa di mode, e Xenia, raffinata donna che viene da Parigi, Irina si afferma come indossatrice e protagonista della vita mondana. Poco dopo Irina conosce e si innamora, ricambiata, di Vladimir Serghevic, scrittore famoso e esponente ufficiale della cultura di potere. La loro passione provoca scandalo: Serghei è sposato, il governo non vuole guai, e anche il figlio di lui si ribella e prende a male parole Irina. Sembra tutto inutile, fin quando il figlio dice al padre che la ragazza è andata a letto anche con lui. Serghei ha un colpo è muore d'infarto. Ora Irina, rimasta sola, è indifesa, viene calunniata come lesbica, si rifugia nell'ambasciata cubana, comincia a rappresentare un problema per il KGB e per il potere sovietico ormai declinante. Più avanti due amici la chiamano per partecipare ad un film sulla 'libertà'. Lei va sul set. Quando arriva il momento di girare la scena centrale, arriva la polizia. Irina non fa in tempo a valutare la situazione. Partono dei colpi, e lei si accascia a terra morta.

Valutazione Pastorale

Alla base c'é un romanzo dello scrittore russo Victor Erofeev, che ha anche partecipato all'elaborazione della sceneggiatura. E' evidente che, attraverso al vicenda di Irina, l'autore voleva rappresentare un quadro della vita dell'Unione Sovietica nel periodo critico e difficile del declino, prima del crollo del muro di Berlino nel 1989. La donna che si comporta "all'occidentale" (vita mondana e frivolo mestiere di modella) serviva da specchio di fronte al quale un potere, un modo di vivere e una cultura si confrontano e vedono i propri errori. Romanzo allora, forse, storico e di costume, e film che doveva essere lo stesso: ma tutto è rimasto nelle intenzioni. La tensione drammatica non lievita mai, le denuncie sul piano sociale e culturale restano approssimative, il racconto procede in modo slegato malissimo servito da un regia che crea vuoti e perdite di ritmo. Poteva essese scelta la strada del melodramma, ma anche in questo caso si è rimasti a metà e le atmosfere da fotoromanzo restano anch'esse irrisolte.In conclusione un gran pasticcio che lascia poche tracce e, dal punto di vista pastorale, é da valutare come inconsistente, e nell'insieme velleitario. UTILIZZAZIONE: la pochezza complessiva del prodotto ne sconsiglia l'utilizzazione sia in programmazione ordinaria sia in altre circostanze.

Le altre valutazioni

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