LA LEGGENDA DI BAGGER VANCE

Valutazione
Accettabile, semplice
Tematica
Metafore del nostro tempo, Sport, Tematiche religiose
Genere
Metafora
Regia
Robert Redford
Durata
126'
Anno di uscita
2001
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
The legend of Bagger Vance
Distribuzione
20th Century Fox Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Jeremy Leven tratto dal romanzo omonimo di Steven Pressfield
Musiche
Rachel Portman
Montaggio
Hank Corwin

Orig.: Stati Uniti (2000) - Sogg.: tratto dal romanzo omonimo di Steven Pressfield - Scenegg.: Jeremy Leven - Fotogr.(Panoramica/a colori): Michael Ballhaus - Mus.: Rachel Portman - Montagg.: Hank Corwin - Dur.: 126' - Produz.: Jake Eberts, Robert Redford.

Interpreti e ruoli

Matt Damon (Rannulph Junuh), Charlize Theron (Adele Invergordon), Joel Fretsch (Bobby Jones), Bruce McGill (Walter Hagen), Will Smith (Bagger Vance), Jack Lemmon

Soggetto

Da ragazzo, ai primi del Novecento a Savannah, il giovane Rannulph era già un campione di golf: vinceva tutti i tornei ai quali partecipava e per lui ogni cosa che faceva sembrava facile e naturale. Poi è andato in Europa per la guerra mondiale. Adele é rimasta ad aspettarlo, ma intanto le é morto il padre e molti hanno cominciato a mettere gli occhi sul centro sportivo di famiglia gravato da debiti. Per risollevarsi, Adele decide di organizzare un grande incontro di golf tra i campioni del momento. Bobby Jones e Walter Egan accettano, Rannulph, che é tornato dalla guerra sconfortato e svuotato, rifiuta. Finché una notte, uno strano individuo di colore di nome Bagger Vance non appare nel giardino di casa, gli parla, gli dice di essere disposto a fargli da caddy. Le parole di Vance convincono Rannulph che si iscrive alla gara. Per lui l'inizio é in salita, é ultimo con 12 colpi di svantaggio. Allora Vance gli parla della forza d'animo, delle capacità interiori, e Rannulph si riprende, recupera, arriva ad una lunghezza. La 18^ buca viene giocata durante la notte. Nel buio Vance si allontana. Con l'ultimo colpo,Rannulph vince. Adele e Rannulph ballano alla festa conclusiva. Il piccolo Hardy, che aveva seguito la gara come vice caddy, racconta oggi tutti gli avvenimenti da anziano su un campo di golf.

Valutazione Pastorale

Ricordato che la cornice storica è quella che va dagli anni '10 agli anni '30 (fino cioé al momento della grande depresione), i temi che la storia propone sono abbastanza evidenti. Un giovane bello, amato, acclamato e con un grande futuro davanti cade in una profonda depressione. Niente sembra poterlo risollevare fino all'incontro con un individuo che lo aiuta a rivedere la vita con gli occhi giusti,una specie di angelo che lo affianca fino al momento in cui lui non si dimostra guarito e di nuovo fiducioso. Il recupero avviene attraverso lo sport: inteso quindi come momento in cui il confronto diventa occasione di crescita, non di sconfitta dell'avversario ma di verifica delle proprie possibilità. La crisi politico-sociale del Paese e quella di Rannulph procedono di pari passo, e l'uscita dal tunnel dell'uno si affianca a quella dell'altro. Da ciò deriva che al film si può attribuire anche un senso di metafora. Non nascosta o complicata ma anzi, come si diceva, palese: ciascuno di noi ha in sè la possibilità di riemergere, basta avere l'animo aperto agli altri, alla vita, alle cose. Le citazioni bibliche rimandano alle tendenze spiritualiste americane con spruzzate new age. L'intento pedagogico é un po' sovrabbondante, il tono prevalente rimane quello della favola. Dal punto di vista pastorale, il film é senz'altro accettabile, e semplice per il suo svolgimento delicato e mai fuori misura. UTILIZZAZIONE: il film é da utilizzare in programmazione ordinaria. Da recuperare come sguardo storico sull'America, per il ruolo dello sport, come nuovo esempio di un cinema alla Frank Capra che aiuta e consola senza tante pretese.

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