LA NAVE DOLCE

Valutazione
Consigliabile, Realistico, Adatto per dibattiti
Tematica
Emigrazione, Politica-Società, Rapporto tra culture, Storia
Genere
Documentario
Regia
Daniele Vicari
Durata
90'
Anno di uscita
2012
Nazionalità
Albania, Italia
Distribuzione
Microcinema
Soggetto e Sceneggiatura
Antonella Gaeta, Benni Atria, Daniele Vicari Antonella Gaeta, Daniele Vicari da un'idea di Gigi De Luca, Silvio Maselli, Ilir Butka
Musiche
Teho Teardo
Montaggio
Benni Atria

Orig.: Italia/Albania (2012) - Sogg.: Antonella Gaeta, Daniele Vicari da un'idea di Gigi De Luca, Silvio Maselli, Ilir Butka - Scenegg.: Antonella Gaeta, Benni Atria, Daniele Vicari - Fotogr.(Panoramica/a colori): Gherardo Gossi - Mus.: Teho Teardo - Montagg.: Benni Atria - Dur.: 90' - Produz.: Indigo Film, Apulia Film Commission con RAI Cinema.

Interpreti e ruoli

Eva Karafili (tutti nel ruolo di se stessi), Agron Sula, Halim Milaqi, Kledi Kadiu, Robert Budina, Eduart Cota, Ervis Alia, Ali Marjeka .

Soggetto

Appena arrivata da Cuba al porto di Durazzo con un carico di zucchero, la nave albanese Vlora, un vecchio mercantile degli anni Sessanta, viene assalita da una folla enorme, costringendo il capitano Halim a fare rotta verso l'Italia. Almeno ventimila persone, aggrappate le une alle altre, arrivano nel porto di Bari. Le operazioni di attracco sono difficili e qualcuno si butta in mare per raggiungere la terraferma a nuoto: uomini, donne, ragazzi, bambini. L'emergenza comincia l'8 agosto del 1991, col motore centrale della nave in avaria, e la mancanza di cibo e acqua. Il giorno dopo, in una totale emergenza, tutti vengono convogliati all'interno dello Stadio cittadino, e lì lasciati in attesa di decisioni. Nel caos successivo, la maggior parte di coloro che salirono su quella nave, vennero rispediti in Albania, ma gli sbarchi sono continuati e qualcuno ha tentato ancora la traversata.

Valutazione Pastorale

Trascorsi poco più di venti anni, quei fatti appaiono come dimenticati e/o rimossi. Vicari ha fatto un grande lavoro di ricerca. "Con esiti insperati -aggiunge- le televisioni locali e quelle nazionali hanno centinaia di ore di girato vergine nei magazzini e negli archivi: immagini 'impazienti' di prendere vita, la nostra memoria collettiva registrata su nastri magnetici in via di smagnetizzazione, salvati con fatica(...)". Il recupero del rapporto tra immagine e Storia è già un merito di questo lavoro che Vicari costruisce con taglio incalzante, con un ritmo nervoso quasi da film di 'finzione'. A scongiurare il pericolo, intervengono le testimonianze oggi di alcuni protagonisti di allora. Qui qualche passaggio che allenta la tensione si crea, ma restano vibranti i ricordi e le emozioni di chi ha vissuto il dramma in prima persona. Il regista non evita, soprattutto nel sottofinale, atteggiamenti ideologici meno convincenti. L'interesse dell'operazione resta tuttavia alto, per un film che, dal punto di vista pastorale, è da valutare come consigliabile, realistico e adatto per dibattiti.

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e, meglio, in occasioni mirate dove sia possibile avviare una discussione a più voci su questo tragico episodio della recente storia italiana.

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