LA PRINCIPESSA E L’AQUILA

Valutazione
Consigliabile, Semplice, famigle
Tematica
Animali, Avventura, Famiglia, Famiglia - genitori figli, Film per ragazzi, Rapporto tra culture
Genere
Avventuroso
Regia
Otto Bell
Durata
87'
Anno di uscita
2017
Nazionalità
Mongolia, Regno Unito, Stati Uniti
Titolo Originale
The Eagle Huntress
Distribuzione
I Wonder Pictures /Unipol Biografilm Collection
Musiche
Jeff Peters con la canzone "Angel by the Wings" scritta da Sia
Montaggio
Pierre Takal

Orig.: Stati Uniti, Regno Unito, Mongolia - Sogg. e scenegg.: Otto Bell - Fotogr.(Scope/a colori): Simon Niblett - Mus.: Jeff Peters con la canzone "Angel by the Wings" scritta da Sia - Montagg.: Pierre Takal - Dur.: 87' - Produz.: Otto Bell, Sharon Chang, Stacey Reiss - XI° EDIZIONE DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA (2016) SELEZIONE UFFICIALE.

Interpreti e ruoli

Aisholpan Nurgaiv (se stessa), Daisy Ridley (narratrice), Ludovica Comello (nella v.i. voce di Ludovica Comello)

Soggetto

Sulle montagne della Mongolia, in un paesaggio freddo e inospitale, l'addestramento dell'aquila va avanti da millenni, passando di padre in figlio. La giovane Aisholpan però, si sente fortemente attratta da queste prove belle e rischiose, e fa di tutto per interrompere la tradizione...

Valutazione Pastorale

La protagonista ha appena tredici anni e ha già deciso di diventare la prima addestratrice di aquile donna del proprio Paese. Il padre, dopo qualche incertezza e i pareri contrari di alcuni 'saggi' del posto (intervistati quasi 'al volo') acconsente e si mette a diposizione della figlia, che farà sacrifici di ogni tipo per presentarsi al meglio alla gara che assegnerà l'ambito titolo. A questo punto lo scenario avrebbe dovuto cambiare, e di molto. Invece niente. Come se si fosse ad un rodeo nel west, il direttore detta i tempi, il pubblico partecipa e si accalora, esplode nell'entusiasmo finale per la vincitrice. Non un selvaggio west ma una Mongolia riletta e rivissuta come un luna park, improvvisamente pieno di luci e suoni. Nel fondo ralenti e slowmotion vivacizzano (si fa per dire) l'azione con improvvise impennate di incontenibile gioia. Il copione è gradevole, funzionano i passaggi nei quali emergono differenze e cambi di stile secondo le rispettive abitudini. A funzionare meno è il concetto di racconto, quell'idea generale un po' artificiosa che non guarda a usi e abitudini diverse ma unifica tutto sotto l' ombrello, molto targato USA a dire il vero, di un percorso standardizzato tra difficoltà, ostacoli da superare, trionfo finale che esplode per la soddisfazione di tutti. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, semplice e adatto per ragazzi e famiglie. UTILIZZAZIONE:

Utilizzazione

Il film è da utilizzare in programmazione ordinaria e in molto altre occasioni come prodotto di chiaro sapore educational anche a livello scolastico.

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