LA REGINA DEI DANNATI

Valutazione
Inaccettabile, farneticante
Tematica
Morte, Movimenti e sette, Musica
Genere
Horror
Regia
Michael Rymer
Durata
104'
Anno di uscita
2002
Nazionalità
Stati Uniti
Titolo Originale
Queen of the damned
Distribuzione
Warner Bros Italia
Soggetto e Sceneggiatura
Scott Abbott, Michael Peroni tratto dal romanzo "Cronache di vampiri" di Anna Rice
Musiche
Richard Gibbs, Jonathan Davis
Montaggio
Dany Couper

Orig.: Stati Uniti (2002) - Sogg.: tratto dal romanzo "Cronache di vampiri" di Anna Rice - Scenegg.: Scott Abbott, Michael Peroni - Fotogr.(Scope/a colori): Ian Baker - Mus.: Richard Gibbs, Jonathan Davis - Montagg.: Dany Couper - Dur.: 104' - Produz.: José Saralegui - VIETATO AI MINORI DI 18 ANNI.

Interpreti e ruoli

Stuart Townsend (Lestat), Aaliyah (regina Akasha), Vincent Perez (Marius), Lena Olin (zia Maret)

Soggetto

Dopoché Lestat il vampiro si è risvegliato con il proposito di diventare una stella della rock music, al Centro di Studi Paranormali di Londra Jessie spiega che secondo lei al Club Admiral ci sono vampiri. Intanto la statua di Akasha, regina dei dannati, prende vita, e Marius dice che si tratta di sua madre e poi si mette sulle tracce di Lestat. Costui intanto all'Admiral salva Jessie dai vampiri. La ragazza poi annuncia di essere in partenza per Los Angeles per assistere al concerto rock alla Death Valley. Nella città californiana convergono anche gli altri. Jessie vuole vedere da Lestat com'è essere vampiri, ma lui le risponde: "Tu per me sei bella perchè sei umana", e poi la conduce a vedere come morde le vittime. Il giorno dopo nella Death Valley Akasha dice a Lestat che ora è lui il suo sposo. In una villa Jessie ritrova la zia Maret, che ora è un vampiro e dice che è il momento di eliminare Akasha. Dopo la morte della regina, Lestat restituisce i diari della famiglia e va via con Jessie. Eccoli mentre camminano insieme verso l'orologio di Londra.

Valutazione Pastorale

Forse sulla pagina scritta i romanzi della nota e da più parti apprezzata Anna Rice hanno una forza evocatrice più profonda e sono in grado di dare più convinzione ad una materia di per se evanescente. Forse. Certo questa versione del suo libro "Cronache di vampiri" fa nascere più di un dubbio. Dall'inizio alla fine, dal primo all'ultimo fotogramma, il copione si muove in un annebbiamento narrativo ed espressivo totale. Banalità, confusione, inutili episodi di contorno, dialoghi dispersivi, ripetizioni: se non bastasse questo, si aggiungono prevedibili contrapposizioni tra bene e male, un tentativo di parallelo tra discoteche e mondo dei vampiri, frasi ad effetto su eternità, morti viventi e simili. Intreccio confusionario, rumori, musica assordante: tutto sopra le righe, inutile, inconcludente e noioso. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come inaccettabile, e nell'insieme farneticante. UTILIZZAZIONE: non si vedono possibili forme di utilizzazione né in programmazione ordinaria né in altre circostanze.

Le altre valutazioni

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