LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI

Valutazione
Complesso, Problematico
Tematica
Educazione, Famiglia - genitori figli, Malattia, Metafore del nostro tempo
Genere
Drammatico
Regia
Saverio Costanzo
Durata
118'
Anno di uscita
2010
Nazionalità
Francia, Italia
Distribuzione
Medusa Film
Musiche
Mike Patton
Montaggio
Francesca Calvelli

Orig.: Italia/Francia (2010) - Sogg. e scenegg.: Saverio Costanzo, Paolo Giordano dal romanzo omonimo di Paolo Giordano - Fotogr.(Scope/a colori): Fabio Cianchetti - Mus.: Mike Patton - Montagg.: Francesca Calvelli - Dur.: 118' - Produz.: Mario Gianani.

Interpreti e ruoli

Alba Rohrwacher (Alice), Luca Marinelli (Mattia), Arianna Nastro (Alice adolescente), Vittorio Lomartire (Mattia adolescente), Martina Albano (Alice bambina), Tommaso Neri (Mattia bambino), Isabella Rossellini (Adele), Roberto Sbaratto (Pietro), Maurizio Donadoni (Umberto), Giorgia Senesi . (Elena), Aurora Ruffino (Viola), Filippo Timi . (clown)

Soggetto

A Torino Alice e Mattia crescono condizionati dalle disgrazie che ne hanno segnato l'infanzia: un incidente sugli sci per lei, rimasta con un difetto ad una gamba; la perdita della sorellina gemella per lui, che ne é stato involontario colpevole. Da adolescenti, Alice si innamora di Mattia, ma lui non riesce a ricambiare il sentimento. Da grandi, lei fa un matrimonio di circostanza, lui va a lavorare con grande successo in Germania. Dopo qualche anno si ritrovano, ancora innamorati ma il silenzio continua a prevalere tra loro.

Valutazione Pastorale

Si parte, come si sa, dal libro omonimo, uscito nel 2008, grande successo editoriale, Premio Strega e Campiello Opera Prima, romanzo d'esordio di Paolo Giordano, nato a Torino nel 1982. Già regista di "Private" (2004) e dell'intenso "In memoria di me" (2007), Saverio Costanzo si accosta così alla pagine scritta: "E' la storia dei corpi di Alice e Mattia. Del loro stravolgimento nel corso di un ventennio (1984-2007). Credo che il romanzo sia un horror sentimentale sulla famiglia e sulla sua impossibile emancipazione, accompagnato dalle note blù elettrico di un synt analogico". Su queste premesse si muove il film, che il copione scandisce attraverso l'intrecciarsi delle tre età (piccoli, adolescenti, grandi) in una successione tanto libera quanto aggrovigliata, per niente preoccupata di mantenere qualche consequenzialità. Non c'è logica nell'irrazionale, del resto, e i due protagonisti affrontano il macigno della loro difficoltà esistenziale senza mai arretrare di un passo. Così si snoda la cronaca di un lungo, acuto dolore, che devasta la mente ma non annulla la possibilità di un recupero finale. E tuttavia quelle barriere comunicative, quei silenzi a subire le decisioni dei genitori restano ormai ineliminabili. La materia è aspra e ostica, la regia cerca di smussarne gli angoli con pagine tra il visionario e il poetico. Siamo chiamati a confrontarci con una solitudine chiusa e difficile. Dal punto di vista pastorale, il film é da valutare come complesso e senz'altro problematico.

Utilizzazione

Il film é da utilizzare in programmazione ordinaria e in altre occasioni come proposta di film italiano di belle qualità, e nell'ambito del rapporto cinema/letteratura. Data la delicatezza degli argomenti, attenzione é da tenere per minori e piccoli in vista di passaggi televisivi o di uso di DVD o altri supprti tecnici.

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